
Non ti scordar di me
La parola oblio mi affascina. Forse è per quel rappresentare etimologicamente l’idea di buio, di oscurità nella quale facciamo annegare la luminosità di pensieri, stati d’animo, eventi. Va da sé, deve trattarsi di cose per le quali l’oblio si rende possibile, come fossero un livido dell’esperienza destinato a riassorbirsi nella tabula rasa di un nuovo inizio.