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Vincenzo Thoma

Elogio della penombra

Sono attratto dalla penombra. Questo perché un’eccessiva definizione del reale non mi consentirebbe di avere quella sensazione dell’Oltre che solo la penombra sembra custodire. È così che, con le unghie del pensiero e dell’immaginazione, mi spingo a scavare quel che mi circonda o mi abita alla ricerca di verità ultime.

Geografie della blasfemia

Rovinando sulla schiena, complice la lastra di ghiaccio che ha ricoperto in questi giorni a Montréal strade, marciapiedi e vialetti d’accesso alle case, mi sono sorpreso a invocare il… Primo Motore Immobile in termini, beh, non propriamente rispettosi. L’invocazione, va detto, non era di tipo mediterraneo: nessun riferimento diretto alla divinità, nessuna confidenza aggressiva con l’Onnipotente.

Il sacrosanto oziare della scuola

La scuola ha bisogno di ricominciare ad oziare. Espressa così, l’idea può far sollevare sopracciglia di perplessità: che relazione ci sarebbe tra la scuola e l’ozio? Non è forse il luogo dove uno studente si attiva per apprendere nozioni e socializzare, in vista del suo operare nella società alla ricerca della sua felicità e del progresso del suo essere con gli altri?

Non leggete “l’infinito”

Ho sempre pensato a un testo poetico con il rispetto che si deve al Sacro. E sospetto di ogni operazione che osi turbare l’innocenza di un verso. Non intendo, qui, trattare del fenomeno della traduzione, di per sé un plateale tradimento di quel tipo di creazione dello Spirito che è la Poesia.

Tzundoku: l’arte silenziosa del non leggere

Nella mia stanza campeggiano sul pavimento tanti libri impilati in oscillanti costruzioni pronte a crollare a un passaggio avventato. È il mio personale tsundoku, una parola giapponese che indica l’abitudine di accumulare libri, talvolta senza leggerli. Li osservo nella varietà dei temi; è come sapere di avere amici pronti a conoscermi, a interagire con me.

Israele: Sposa e padrone

Mi sorprende sempre, sentire o leggere nei differenti canali d’informazione che “Israele è stato, è andato, è tornato…”, insomma, quella caratterizzazione morfologica al maschile di un’entità nazionale che, però, mi sembra abbia smarrito la sua identità biblica. Mi spiego: nel linguaggio sacro, Israele non è mai “egli”, ma “ella”. Infatti, Israele è la Sposa, la Sulamita del Cantico dei Cantici, “colei che dà pace”, l’amata di Dio.

Nostalgia dell’ascolto

Da troppo tempo viviamo sotto il dominio dello sguardo. Siamo diventati una civiltà della visione, dove tutto dev’essere mostrato, illuminato, spiegato. E nel clamore delle immagini abbiamo smarrito la voce — quella vibrazione invisibile che, più di ogni altra cosa, ci rende umani. Un tempo, comprendere significava ascoltare.

Meravigliosa imperfezione del vento

Tanti anni fa, durante un colloquio di lavoro con un gruppo di docenti, mi domandarono in che modo avrei presentato ai miei studenti l’imperfetto dell’indicativo. Ricordo che, invece di riferirmi, come di consueto al (avviso al lettore:

Il pericolo di negare un minuto di silenzio

In Italia, l’articolo 293-bis del Codice penale punisce sia chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, sia chi istiga alla discriminazione o alla violenza.

HYBRIS 2.0

Quousque tandem? Bambini trucidati mentre tentano di afferrare un pezzo di pane o dilaniati mentre seduti a un banco di scuola, colpevoli solo di trovarsi per caso dalla parte sbagliata della Storia. Questo è (ancora!) l’Uomo: con la “scienza esatta persuasa allo sterminio’’, consustanzialmente vòlto all’Oltre, al superamento di ogni limite e di ogni misura.