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Vincenzo Thoma

La filosofia delle lingue

Uno degli errori tipici dei miei studenti in erba è l’uso degli articoli determinativi, nozione piuttosto spinosa in italiano quanto ai nomi maschili. Infatti, l’altro giorno, Felipe, parlandomi di un suo sogno (si praticava l’imperfetto dell’indicativo) se ne esce con “il uomo’’. Sul momento, non lo interrompo, tanto era interessante la descrizione della sua ultima avventura onirica.

Il rigore nell’aula di classe

Voglio iniziare subito con un appello rivolto ai miei gentili colleghi docenti: se potete, vi prego, evitate la parola “rigore’’ nei vostri consigli di classe. Permettetemi di liberare il rospo che mi attorciglia le viscere da troppi anni di esperienza nel campo dell’insegnamento di una lingua straniera (e Dio solo sa quanto io sia convinto che, in realtà, una lingua straniera non si ‘insegna’’ ma, semmai, si facilita!).

L’arte del passare

…poi sembra arrivare il tempo degli addii. Quello dei fotogrammi del passato che scorrono davanti agli occhi mentre rivedi un sorriso antico, quello di chi forse oggi sta facendo una valigia. Un viaggio di sola andata. Sembra.

Parole davanti alla guerra

Più di cinquemila anni di civilizzazione non ti sono bastati, Uomo, perché ti decidessi ad abbandonare per sempre la pietra e la fionda. Millenni di riflessione filosofica, di elaborazione di idee fondamentali come quella dei diritti umani, insieme all’esperienza di guerre sanguinose, insomma, nulla sembra averti insegnato ad accogliere l’Altro da Te

L’arte della disappartenenza

Che cosa significa sentirsi a casa? Me lo chiedo spesso, ora che l’età avanza e ormai da più di trenta anni faccio mancare ai miei giorni il brusìo delle voci che hanno accompagnato la mia infanzia romana. Tanto pare mancarmi, quel brusìo, che son finito per reinventarmelo in un’aula di classe, orchestrando il vociare di giovani allofoni entusiasti della “lingua del sì’’

La democrazia che stride

Riflettevo sui valori costitutivi dell’idea di democrazia, così come la pensavano gli antichi Greci, e cioè la possibilità di esprimere liberamente il proprio pensiero, il sentimento della Legge come collante sociale imprescindibile…

Lezione sui verbi ausiliari

Da tempo invito gli studenti più giovani a sedersi, per così dire, attorno al fuoco della lingua italiana. Non è un vero fuoco, naturalmente, ma funziona allo stesso modo: scalda, attira, mette in cerchio. Chiedo loro di pensare alla parola più importante che esista in ogni lingua del mondo.

Elogio della penombra

Sono attratto dalla penombra. Questo perché un’eccessiva definizione del reale non mi consentirebbe di avere quella sensazione dell’Oltre che solo la penombra sembra custodire. È così che, con le unghie del pensiero e dell’immaginazione, mi spingo a scavare quel che mi circonda o mi abita alla ricerca di verità ultime.

Geografie della blasfemia

Rovinando sulla schiena, complice la lastra di ghiaccio che ha ricoperto in questi giorni a Montréal strade, marciapiedi e vialetti d’accesso alle case, mi sono sorpreso a invocare il… Primo Motore Immobile in termini, beh, non propriamente rispettosi. L’invocazione, va detto, non era di tipo mediterraneo: nessun riferimento diretto alla divinità, nessuna confidenza aggressiva con l’Onnipotente.

Il sacrosanto oziare della scuola

La scuola ha bisogno di ricominciare ad oziare. Espressa così, l’idea può far sollevare sopracciglia di perplessità: che relazione ci sarebbe tra la scuola e l’ozio? Non è forse il luogo dove uno studente si attiva per apprendere nozioni e socializzare, in vista del suo operare nella società alla ricerca della sua felicità e del progresso del suo essere con gli altri?