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Vincenzo Thoma

Lo zibaldone di Vincenzo Thoma: il tempo e la gratitudine

Sartre diceva che la Morte si vede solo nell’Altro. Eppure, mai come di questi tempi, abbiamo sentito anche sulla nostra pelle la concretezza del morire. Mai, come di questi tempi, siamo ritornati a considerarci non ‘’i viventi’’, bensì quelli che i Greci definivano ‘’brotoi’’, cioè ‘’i mortali’’. Solo gli esseri umani, infatti, hanno la coscienza del morire. E nella fragilità del tempo attuale, la consapevolezza del nostro essere di passaggio ci avrà forse indotti a scoprire la differenza tra “momento’’, ‘’attimo’’ e ‘’istante’’.

Lo Zibaldone di Vincenzo Thoma: L’i-solitudine

L’invasione russa dell’Ucraina ci pone drammaticamente, e ancora una volta, davanti al dilemma del porcospino, un’immagine che servì al filosofo Arthur Schopenhauer per rappresentare la paradossalità della nostra esistenza: un’umanità aculeata che, sì, cerca il contatto fisico con l’altro al fine di trovare tepore davanti alle intemperie della vita, ma che non riesce inevitabilmente a non ferirsi con i pungiglioni del prossimo.

Lo Zibaldone di Vincenzo Thoma

Una quercia e un giunco in inverno. Due destini contrapposti davanti all’algido adagiarsi su di loro della neve. La quercia tradirà il mito della sua robustezza, spezzandosi nei rami sotto il peso della candida coltre.