
Lo Zibaldone di Vincenzo Thoma: sull’amore
Che cos’è l’Amore? Una domanda che, nel corso della storia dell’umanità, ha affascinato artisti, poeti, filosofi, scienziati, così come anche la riflessione della gente comune.

Che cos’è l’Amore? Una domanda che, nel corso della storia dell’umanità, ha affascinato artisti, poeti, filosofi, scienziati, così come anche la riflessione della gente comune.

Facciamo un esperimento. Accendiamo la televisione. Non è improbabile trovarci davanti alla pubblicità di un nuovo tipo di hamburger vegano, cui potrebbe seguire, quasi senza soluzione di continuità, l’immagine di un bimbo esanime e insanguinato tra le braccia della madre che gli consacra un intempestivo e ultimo sguardo

Sartre diceva che la Morte si vede solo nell’Altro. Eppure, mai come di questi tempi, abbiamo sentito anche sulla nostra pelle la concretezza del morire. Mai, come di questi tempi, siamo ritornati a considerarci non ‘’i viventi’’, bensì quelli che i Greci definivano ‘’brotoi’’, cioè ‘’i mortali’’. Solo gli esseri umani, infatti, hanno la coscienza del morire. E nella fragilità del tempo attuale, la consapevolezza del nostro essere di passaggio ci avrà forse indotti a scoprire la differenza tra “momento’’, ‘’attimo’’ e ‘’istante’’.

L’invasione russa dell’Ucraina ci pone drammaticamente, e ancora una volta, davanti al dilemma del porcospino, un’immagine che servì al filosofo Arthur Schopenhauer per rappresentare la paradossalità della nostra esistenza: un’umanità aculeata che, sì, cerca il contatto fisico con l’altro al fine di trovare tepore davanti alle intemperie della vita, ma che non riesce inevitabilmente a non ferirsi con i pungiglioni del prossimo.

Una quercia e un giunco in inverno. Due destini contrapposti davanti all’algido adagiarsi su di loro della neve. La quercia tradirà il mito della sua robustezza, spezzandosi nei rami sotto il peso della candida coltre.