
Inquietus, ergo sum
Sospetto che l’unico animale che davvero esiste sia l’essere umano. Questo, ovviamente, se intendiamo con esistere quella spinta ad uscire da noi stessi, da un semplice stare al mondo, se pensiamo a quella pulsione a porci domande sul secondo che passa (il secondo: il tempo che segue – l’etimo aiuta), se consideriamo quel sentire la fame anche con il ventre pieno, l’osservare il nostro declino sino a disperarci della propria deriva.