
Il pericolo di negare un minuto di silenzio
In Italia, l’articolo 293-bis del Codice penale punisce sia chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, sia chi istiga alla discriminazione o alla violenza.

In Italia, l’articolo 293-bis del Codice penale punisce sia chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, sia chi istiga alla discriminazione o alla violenza.

Quousque tandem? Bambini trucidati mentre tentano di afferrare un pezzo di pane o dilaniati mentre seduti a un banco di scuola, colpevoli solo di trovarsi per caso dalla parte sbagliata della Storia. Questo è (ancora!) l’Uomo: con la “scienza esatta persuasa allo sterminio’’, consustanzialmente vòlto all’Oltre, al superamento di ogni limite e di ogni misura.

Sospetto che l’unico animale che davvero esiste sia l’essere umano. Questo, ovviamente, se intendiamo con esistere quella spinta ad uscire da noi stessi, da un semplice stare al mondo, se pensiamo a quella pulsione a porci domande sul secondo che passa (il secondo: il tempo che segue – l’etimo aiuta), se consideriamo quel sentire la fame anche con il ventre pieno, l’osservare il nostro declino sino a disperarci della propria deriva.

Se ci fosse oggi un vaso di Pandora, troveremmo ancora la Speranza? A volte, temo che la bellissima custode dei funesti doni di Zeus l’avrebbe fatta uscire definitivamente dal suo scrigno, disperdendola in un ineffabile altrove. Perché davanti al sonno innaturale dei bambini vittime di ogni guerra non riesco a scorgere la possibilità di un’alba nuova.

Eccola, puntuale, la parata mediatizzata dei piccoli sarcofaghi di cellofan bianco allineati sulla terra riarsa di Gaza. E mi assale la parola innocenza. Chi è l’innocente, se non colui che “non ha nuociuto”, che è puro, che non merita punizioni? Ne conveniamo tutti.

Immaginate il linguaggio come un viaggiatore. Parte dall’ombra per poi arrampicarsi verso la luce. Impara a nominare, a definire, a distinguere. Attraversa le soglie del pensiero, sale le scale della logica, affacciandosi sulle idee limpide, immobili, eterne.

Il grande critico letterario e saggista George Steiner giustificava senza timore il ruolo dispotico di chi è chiamato a trasmettere il sapere; secondo lui, un insegnante deve arrogarsi il diritto di…tiranneggiare lo studente allo scopo di far sì che questi conosca (almeno conosca, sperando poi giunga ad amare)

Mi spaesano da sempre due affermazioni di Aristotele: una contenuta nella Metafisica, giusta la quale gli uomini, per loro natura, tendono alla conoscenza (“fatti non foste a viver come bruti’’, gli riecheggerà più di un millennio dopo l’Ulisse dantesco); e l’altra, nell’Etica Nicomachea, secondo cui gli uomini aspirano come fine supremo alla felicità.

Cos’è il sentimento dell’assurdo se non un’opaca minaccia che ci sorprende mentre pensiamo all’armonia del Tutto? L’assurdo evoca – l’etimo non mente – un suono cacofonico che ci stride addosso improvvisamente. Eppure, a ben vedere, anche l’armonia può essere tetra e nascondere in sé un’arma che ferisce (le parole conservano percorsi semantici sorprendenti nel loro atavico ventre).

I giuristi parlano spesso di un dissidio insanabile tra la costituzione formale, quella voluta con il sangue e la passione dai nostri Padri Costituenti, e la costituzione materiale, quella del “come funzionano in effetti le cose’’, ossia il risultato dell’agire concreto e fattuale del cittadino nello Stato. Penso immediatamente all’ambiguità dell’uso indifferenziato di legge e di giustizia.