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Vincenzo Thoma

Non leggete “l’infinito”

Ho sempre pensato a un testo poetico con il rispetto che si deve al Sacro. E sospetto di ogni operazione che osi turbare l’innocenza di un verso. Non intendo, qui, trattare del fenomeno della traduzione, di per sé un plateale tradimento di quel tipo di creazione dello Spirito che è la Poesia.

Tzundoku: l’arte silenziosa del non leggere

Nella mia stanza campeggiano sul pavimento tanti libri impilati in oscillanti costruzioni pronte a crollare a un passaggio avventato. È il mio personale tsundoku, una parola giapponese che indica l’abitudine di accumulare libri, talvolta senza leggerli. Li osservo nella varietà dei temi; è come sapere di avere amici pronti a conoscermi, a interagire con me.

Israele: Sposa e padrone

Mi sorprende sempre, sentire o leggere nei differenti canali d’informazione che “Israele è stato, è andato, è tornato…”, insomma, quella caratterizzazione morfologica al maschile di un’entità nazionale che, però, mi sembra abbia smarrito la sua identità biblica. Mi spiego: nel linguaggio sacro, Israele non è mai “egli”, ma “ella”. Infatti, Israele è la Sposa, la Sulamita del Cantico dei Cantici, “colei che dà pace”, l’amata di Dio.

Nostalgia dell’ascolto

Da troppo tempo viviamo sotto il dominio dello sguardo. Siamo diventati una civiltà della visione, dove tutto dev’essere mostrato, illuminato, spiegato. E nel clamore delle immagini abbiamo smarrito la voce — quella vibrazione invisibile che, più di ogni altra cosa, ci rende umani. Un tempo, comprendere significava ascoltare.

Meravigliosa imperfezione del vento

Tanti anni fa, durante un colloquio di lavoro con un gruppo di docenti, mi domandarono in che modo avrei presentato ai miei studenti l’imperfetto dell’indicativo. Ricordo che, invece di riferirmi, come di consueto al (avviso al lettore:

Il pericolo di negare un minuto di silenzio

In Italia, l’articolo 293-bis del Codice penale punisce sia chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, sia chi istiga alla discriminazione o alla violenza.

HYBRIS 2.0

Quousque tandem? Bambini trucidati mentre tentano di afferrare un pezzo di pane o dilaniati mentre seduti a un banco di scuola, colpevoli solo di trovarsi per caso dalla parte sbagliata della Storia. Questo è (ancora!) l’Uomo: con la “scienza esatta persuasa allo sterminio’’, consustanzialmente vòlto all’Oltre, al superamento di ogni limite e di ogni misura.

Inquietus, ergo sum

Sospetto che l’unico animale che davvero esiste sia l’essere umano. Questo, ovviamente, se intendiamo con esistere quella spinta ad uscire da noi stessi, da un semplice stare al mondo, se pensiamo a quella pulsione a porci domande sul secondo che passa (il secondo: il tempo che segue – l’etimo aiuta), se consideriamo quel sentire la fame anche con il ventre pieno, l’osservare il nostro declino sino a disperarci della propria deriva.

Sacrosanta disperazione

Se ci fosse oggi un vaso di Pandora, troveremmo ancora la Speranza? A volte, temo che la bellissima custode dei funesti doni di Zeus l’avrebbe fatta uscire definitivamente dal suo scrigno, disperdendola in un ineffabile altrove. Perché davanti al sonno innaturale dei bambini vittime di ogni guerra non riesco a scorgere la possibilità di un’alba nuova.

Il male dentro

Eccola, puntuale, la parata mediatizzata dei piccoli sarcofaghi di cellofan bianco allineati sulla terra riarsa di Gaza. E mi assale la parola innocenza. Chi è l’innocente, se non colui che “non ha nuociuto”, che è puro, che non merita punizioni? Ne conveniamo tutti.