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Vincenzo Thoma

La poesia: ombra che sa di luce

Immaginate il linguaggio come un viaggiatore. Parte dall’ombra per poi arrampicarsi verso la luce. Impara a nominare, a definire, a distinguere. Attraversa le soglie del pensiero, sale le scale della logica, affacciandosi sulle idee limpide, immobili, eterne.

Cultura di massa, vade retro

Il grande critico letterario e saggista George Steiner giustificava senza timore il ruolo dispotico di chi è chiamato a trasmettere il sapere; secondo lui, un insegnante deve arrogarsi il diritto di…tiranneggiare lo studente allo scopo di far sì che questi conosca (almeno conosca, sperando poi giunga ad amare)

Fegato da rodere cercasi

Mi spaesano da sempre due affermazioni di Aristotele: una contenuta nella Metafisica, giusta la quale gli uomini, per loro natura, tendono alla conoscenza (“fatti non foste a viver come bruti’’, gli riecheggerà più di un millennio dopo l’Ulisse dantesco); e l’altra, nell’Etica Nicomachea, secondo cui gli uomini aspirano come fine supremo alla felicità.

Il senso di una pietra rotolante

Cos’è il sentimento dell’assurdo se non un’opaca minaccia che ci sorprende mentre pensiamo all’armonia del Tutto? L’assurdo evoca – l’etimo non mente – un suono cacofonico che ci stride addosso improvvisamente. Eppure, a ben vedere, anche l’armonia può essere tetra e nascondere in sé un’arma che ferisce (le parole conservano percorsi semantici sorprendenti nel loro atavico ventre).

Tra Socrate ed Antigone

I giuristi parlano spesso di un dissidio insanabile tra la costituzione formale, quella voluta con il sangue e la passione dai nostri Padri Costituenti, e la costituzione materiale, quella del “come funzionano in effetti le cose’’, ossia il risultato dell’agire concreto e fattuale del cittadino nello Stato. Penso immediatamente all’ambiguità dell’uso indifferenziato di legge e di giustizia.

Il lato oscuro della pace

Come Voltaire, faccio fatica ad accettare l’idea del buon Leibniz secondo cui, tutto sommato, viviamo nel migliore dei mondi possibili, con un demiurgo provvido organizzatore di una realtà che (sic!) minimizzerebbe i mali e massimizzerebbe i beni.

La somma impossibilità

Osservando “Gli amanti’’ di Magritte, mi concedo il fascino di ipotizzare che egli avesse in mente il Simposio di Platone, quando, per bocca di Aristofane, il filosofo delle Idee afferma che “gli amanti, che passano la vita insieme, non sanno dire che cosa vogliono l’uno dall’altro’’.

Della malattia necessaria

Qualche settimana fa, andando a sfogliare elettronicamente i risultati di alcuni miei recenti esami clinici, scopro una parola che m’è parsa bellissima: amilasi. Bella, come per me tutte quelle che hanno suffissi che inducono ad addolcire la “s’’…

Il coraggio della disperanza

Si pensa che una delle più fulgide espressioni del coraggio sia quella di riuscire a scorgere, anche nelle situazioni più disperate, un lontano chiarore d’alba in grado di condurci, magari anche miracolosamente, all’uscita di qualche tunnel esistenziale.

Le forme del desiderio

Tantissimi occhi rivolti al cielo, la notte del trentun dicembre scorso. Con meraviglia o con terrore (il thauma aristotelico è entrambe le cose ), davanti alla furia pirotecnica che in alcune parti del mondo ha ancora ben poco di festoso.