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Claudio Antonelli

Ricordando Laura Antonelli | L’approdo a Napoli

Nel racconto che sto facendo su Laura ho omesso, negli scritti precedenti, d’includere i seguenti particolari significativi sulla scelta di Napoli, come destinazione finale del nostro peregrinare da profughi, sfuggiti ai massacri di Tito.

Il teatrino italiano continua e continua il grigiore canadese

Non è facile fornire un ritratto sintetico dell’Italia barocca e confusionaria, con la sua isteria mediatica, il continuo moralizzare, l’ideologismo, il protagonismo, le costanti denunce d’ingiustizia, il catastrofismo, i fatti di cronaca nera ingigantiti all’eccesso, la dietrologia ad ogni costo

“Centro di Cultura Veneta” | La mia conferenza sulla lingua italiana

Alla “Casa del Veneto” di Montréal (7995 Blaise Pascal) si svolgono interessanti attività sociali e culturali, connesse all’italianità e al mondo veneto. Io non posso che dichiararmi ammirato per l’utile ruolo svolto da questo centro.  Nel corso degli anni, ho assistito, tra l’altro, a un gran numero di conferenze domenicali.

Ricordando Pier Paolo Pasolini

In occasione del cinquantenario della morte di Pasolini – fu ucciso il 2-11-1975 – si è udito l’abituale coro di lodi che tranquillamente lo elevano a simbolo della coscienza morale del Paese.

Il ritorno dell’italiano all’estero | Quando siete a Napoli fatevi i “ca…i” vostri

Cosa dire sull’Italia dopo un mio recente viaggio nel Bel Paese? Entro nel vivo rivelandovi subito il peggio: sono stato preso a bersaglio ben due volte a Roma, nella metropolitana, da borseggiatori che hanno usato, in un caso, la maniera forte accerchiandomi e quasi immobilizzandomi. E come se non bastasse, ho subito a Rimini, in autobus, qualche giorno dopo, un terzo tentativo di borseggio.

Gli italiani nella Montréal multilingue | Integrazione e identità

Le tante cose ascoltate nel corso di una conferenza non sempre mi rimangono nella mente in maniera duratura. Ciò è invece avvenuto per la presentazione fatta di recente dal prof. Fabio Scetti all’IIC di Montréal: “Identikit degli italiani a Montréal: lingue, storie e identità”; e ciò a causa della ricchezza delle idee espresse dal conferenziere.

L’Italianese parlato a Montréal

A conclusione della serie di articoli da me consacrati alla lingua italiana, per la venticinquesima “Settimana della lingua italiana nel mondo” intitolata “Italofonia: lingua oltre i confini”, ritengo opportuno riproporre questa mia recensione fatta a suo tempo al libro dell’indimenticabile studioso Bruno Villata (1936-2022), cui va il mio riconoscente, affettuoso pensiero.

“Italofonia: lingua oltre i confini” | Sostegno bipartisan all’”itangliano”

In pochi paesi al mondo e forse in nessun altro può succedere, come in Italia, che un programma governativo, una legge nazionale, un avviso diretto ai propri connazionali sia redatto in una lingua straniera.  E invece “Be cool and join the Navy” fu, nel 2015, lo slogan della campagna di reclutamento della marina militare italiana. Ed “Election day”, “Legge sullo Stalking”, “Stepchild adoption”, “Jobs act” sono leggi italiane.

“Italofonia: lingua oltre i confini” | Il restyling della lingua italiana

Il restyling – ossia la riprogettazione, il rifacimento, la ristrutturazione, la modifica in meglio, la rigenerazione, la riqualificazione, il ridisegno – della lingua italiana, che viene messa al traino della lingua inglese, continua anche dopo l’insediamento di Trump; capo di un’America eccessiva divenuta oggi quasi caricaturale. Nuovi termini ed espressioni inglesi entrano ininterrottamente nel vocabolario italiano, come ha fatto restyling.

Un’inondazione di parole inglesi

Lo slogan “italofonia: lingua oltre i confini” inneggia alla lingua italiana e alla sua presenza “oltre i confini”. Io ritengo che gli italiani dovrebbe preoccuparsi, invece, dell’attuale costante espansione dell’anglofonia nella loro lingua.