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Claudio Antonelli

Mia sorella, Laura Antonelli | Una carriera frutto del caso

Ma come iniziò, Laura, la carriera cinematografica? Subito dopo aver ottenuto il diploma di Educazione fisica a Napoli, all’Istituto Superiore di Educazione Fisica (ISEF), mia sorella si trasferì a Roma, dove cominciò a lavorare nel suo campo: l’educazione fisica. A Roma viveva Mario Marenco, suo promesso sposo. Ma il matrimonio mai si realizzerà. E sarà un trauma per lei.

Mia sorella, Laura Antonelli | Generosità e coraggio

Il molto dare, quasi sempre senza ricevere, fu la caratteristica di mia sorella, fino alla sua morte, insieme al coraggio anche fisico; dote questa che nella nostra famiglia ha sempre avuto un posto di riguardo, tanto che un giorno udii mio padre dire amareggiato che i nostri nemici slavi, combattenti implacabili, meritavano dopo tutto più rispetto di certi italiani sprovvisti di sentimento nazionale e pronti a scappare e a salire sul carro del vincitore.

Mia sorella, Laura Antonelli | Parte VI Gli insegnamenti di Venezia

A Venezia rimanemmo da sfollati circa due anni. Laura è la vera protagonista di questi miei scritti ma non posso impedirmi di parlarvi di me e della dura educazione che ricevetti da bambino. E che anche lei ricevette, ma in  maniera alquanto attenuata.

“Italofonia: lingua oltre i confini” | Lo sconfinamento della lingua inglese

Quando s’insegna l’italiano – soprattutto all’estero – a stranieri innamorati della musicalità della nostra lingua, che l’opera lirica continua ad esaltare attraverso il mondo, la frequenza degli anglicismi è fonte per l’insegnante d’imbarazzo e d’irritazione. La presenza di una caterva di parole come “killer”, “badge”, “jackpot”, “tilt”, “gossip”, “pressing”, “standing ovation”, “trolley”, ecc…, negli scritti italiani odierni crea una situazione imbarazzante

Mia sorella, Laura Antonelli | Il ricordo della fantasmagorica Venezia

Nel vissuto di Laura, giovanissima, vi è la fantasmagorica città di Venezia dove, prima d’installarci a Napoli, trascorremmo da sfollati circa due anni, nel centro raccolta profughi situato nell’istituto Foscarini. Ci trovavamo appunto a Venezia – eravamo dei bambinetti – quando venne girato un film, o forse era un documentario, con tante scene all’aperto del carnevale.

Mia sorella, Laura Antonelli – IV parte | L’incompiuta adozione americana

Io credo che anche da Napoli, e non solo dal dna familiare, mia sorella trasse la sua passione per il gesto generoso; ma non spagnolesco, ostentativo, esibizionistico – diffuso invece a Napoli, dove spesso la finzione altera e traveste la sostanza – bensì basato sul gusto del dare, sul desiderio di aiutare, e anche sul voler credere a ciò che gli altri le raccontavano.

USA: dazi e minacce | Un ritorno al West selvaggio

Donald Trump è un uomo di spettacolo. Per numerosi anni è stato al centro della serie televisiva “The Apprendice”. E oggi, da Presidente USA, continua a dar spettacolo. Il culmine della sua cinematografica personalità fu da lui raggiunto quando, fatto bersaglio di una scarica di pallottole durante un comizio, si comportò da eroe alla Gary Cooper o alla John Wayne sfidando con coraggio la morte.

Mia sorella, Laura Antonelli

Mia sorella proverà sempre una passione quasi ossessiva per la casa, anzi per le case. E lo stesso avverrà per me. Ossessione causata dal desiderio del rifugio, della sicurezza, del radicamento. E parimenti Laura amerà sempre la campagna, la natura, i fiori, le piante e lo stormire degli alberi che le ricorderanno, come ricordano anche a me, le gigantesche querce di Capodimonte (Napoli) dalle quali, col forte vento, cadevano le ghiande sul tetto in lamiera della nostra baracca.

Mia sorella, Laura Antonelli

Lo scorso 21 giugno a Ladispoli vi è stata la commemorazione di Laura Antonelli, a dieci anni dalla sua morte. Riprendo qui il racconto, iniziato nel numero precedente de Il Cittadino Canadese, della vita di mia sorella, Laura, che fu una vera icona del cinema italiano, tanto che alla sua morte il New York Times le dedicò un ampio articolo.