
L’opinione di Claudio Antonelli. Russia vs Ucraina
In Italia, paese caratterizzato dall’“a-patriottismo“ e dell’“a-nazionalismo”, trionfano invece mondialismo, globalizzazione, cosmopolitismo, internazionalismo, ecumenismo…

In Italia, paese caratterizzato dall’“a-patriottismo“ e dell’“a-nazionalismo”, trionfano invece mondialismo, globalizzazione, cosmopolitismo, internazionalismo, ecumenismo…

Questo libro a carattere biografico su Nick Di Tempora, di cui è autrice Simona Grillo (“Se puoi sognarlo, puoi farlo”; Montréal: Panoram Italia, 2021) offre tanti spunti interessanti su uomini, ambienti, comportamenti, valori, momenti storici: la guerra, il dopoguerra, la Montréal degli anni ‘50-‘60, ecc.; e ciò in un ampio quadro geografico: Italia, Canada, Stati Uniti.

“Se puoi sognarlo, puoi farlo” di Simona Grillo è la biografia di Nick Di Tempora: imprenditore e personaggio audace, versatile, tenace, lungimirante, che ha saputo salvaguardare e onorare, oltreoceano, i migliori valori famigliari, d’amicizia, d’altruismo, e anche religiosi d’origine; ai quali è rimasto fedele pur essendo divenuto canadese e anche statunitense, ed aver operato con grande successo nel mondo cosmopolita e inesorabile degli affari, dove occorre prevalere sugli altri e dove il calcolo è re.

I problemi dell’umanità sono tanti: inquinamento, riscaldamento, siccità, aumento del livello del mare, illegalità diffusa, terrorismo, migrazioni senza regole, pandemia… E oggi vi è anche la guerra in Ucraina.

Leggendo la presentazione di una conferenza sulla lingua italiana, svoltasi all’Istituto italiano di Cultura di Montréal, si rimane colpiti da queste parole: “Davvero l’italiano è la lingua più bella del mondo? Da lingua dell’amore, della filosofia e della poesia, l’italiano è poi diventata la lingua del calcio e della moda. Oggi la cucina e la criminalità sono certamente i due settori di un indiscusso primato linguistico dell’italiano.”

Dopo gli orrori in atto in Ucraina con l’aggressione russa, è troppo tardi per studiare le cause delle preesistenti tensioni tra i due paesi. Ma sarebbe stato saggio studiare, a suo tempo, la realtà geopolitica di Russia e Ucraina, ai fini anche della ricerca di una futura pace.

Volodymir Zelensky, ucraino, resiste eroicamente all’aggressore Vladimir Putin, russo. Nell’atto di nascita di Zelensky, russofono, il nome è indicato come Vladimir, ossia alla russa. Quindi i due capi di stato hanno lo stesso nome: Vladimir; anche se Zelensky scrive ormai il suo nome “Volodymir” all’ucraina.

Fascismo e nazismo sono fenomeni storici che hanno tirato da lunga pezza le cuoia, ma ad essi non sono mai stati concessi i funerali perché sui loro cadaveri sono in molti a pasteggiare.

Ai confini dell’Ue è riapparsa la guerra, sulla cui inutilità tanti di noi sono saliti un’infinità di volte in cattedra pronunciando i soliti inutili discorsi.

Cercherò di evitare, in queste righe, quell’emotività e quel moralismo che permeano invece il concitato “parlare per parlare” su Ucraina, Russia o su altri temi, nella nostra Italia, dove il tema di politica estera nei “talk show” portava, fino a ieri, su Giulio Regeni e sul “nostro” Patrick Zaki, suscitatori dalle Alpi alla Sicilia di angosce, rabbie e speranze