
Le “Monde diplomatique” presenta ai lettori il Canada
La prestigiosa rivista Le Monde diplomatique ha consacrato il numero di giugno-luglio 2026 al Canada: “Canada, le ‘meilleur pays du monde’ au scalpel”.

La prestigiosa rivista Le Monde diplomatique ha consacrato il numero di giugno-luglio 2026 al Canada: “Canada, le ‘meilleur pays du monde’ au scalpel”.

“Anglofoni che si spacciano per allofoni” è il titolo di uno scritto virulento apparso sulla rivista “Vigile Québec” (28-06-2017) in cui un certo T. Franche prende di mira gli italiani del Québec, da lui denunciati come falsi allofoni e veri anglofoni; tutti, dal primo all’ultimo.

Vi è una persona per me indimenticabile: il compianto Francesco Paolo Fulci, Ambasciatore d’Italia ad Ottawa dal 1980 al 1985; un vero genio della diplomazia, che in seguito divenne presidente della Ferrero. In un suo viaggio da Montréal a Roma, Fulci fece la conoscenza in aereo di mia sorella, allora attrice famosa, che per puro caso occupava un posto non distante dal suo.

Cinema e televisione sono riusciti a banalizzare la violenza – una violenza spesso allucinante – rendendola onnipresente. Ma oggi è il sentimento dell’amore a saturare ogni trama e a far trionfare sullo schermo un romanticismo da mercato delle pulci: tutti sono innamorati o stanno per esserlo, del proprio collega di lavoro o del partner di qualcun altro.

Sia in USA sia in Canada sia in Europa, inclusa forse, oggi, anche l’Italia, la mancata integrazione di chi è diverso per origine etnica e cultura può essere la causa scatenante di gesti di cieca violenza.

Premessa. A Modena si è verificato un grave episodio di violenza presumibilmente di tipo terroristico, ad opera di un italo-marocchino nato a Bergamo, animato da un profondo odio e da un desiderio di vendetta verso gli italiani. Le cause? Problemi psichici, gravi frustrazioni, forte disagio esistenziale. L’odio antitaliano di questo individuo ha tra le sue cause, secondo me, un patologico conflitto culturale.

Traendo spunto dalla prossima presenza a Montréal del cantante Sal Da Vinci, oso riproporre al lettore questo ritratto della mia Napoli fuori dal tempo.

“Una domanda intelligente”, “Una persona intelligente”, “Una vacanza intelligente”, “Una partenza intelligente” sono espressioni che in Italia si odono quotidianamente. Nel Bel Paese tutti glorificano l’intelligenza. “È intelligente” è il giudizio finale approvatore che in Italia, specie nel Sud, spetta di diritto a chi si dimostra abile nel promuovere i propri interessi.

Mi è capitato sotto gli occhi, in Rete, il titolo di una conferenza di Iain Law, professore di filosofia dell’Università di Birmingham: “The trolley problem”. Invogliato dal titolo, l’ho ascoltata grazie a Youtube.

Gli anglicismi appaiono ormai insostituibili, a causa anche del rifiuto dei linguisti e della Crusca di introdurre neologismi italiani e di italianizzare certi termini inglesi che invece noi adottiamo tali e quali, spesso con errori di pronuncia o addirittura di significato. Da un quotidiano della penisola: “Roccaraso in tilt e nel weekend un’altra orda”, sottotitolo: “Gite low cost da Napoli effetto ‘overtourism’ dopo i post su Tik Tok”. A