
Charles Milliard alla guida del PLQ
Charles Milliard è il nuovo leader del Parti libéral du Québec (PLQ). Succede a Pablo Rodriguez, dimessosi prima delle festività natalizie, e a Marc Tanguay, che aveva guidato il partito ad interim.

Charles Milliard è il nuovo leader del Parti libéral du Québec (PLQ). Succede a Pablo Rodriguez, dimessosi prima delle festività natalizie, e a Marc Tanguay, che aveva guidato il partito ad interim.

Le strade di Montréal versano in condizioni critiche, tanto da essersi trasformate in un vero e proprio campo minato per gli automobilisti. Il gelo e il disgelo di quest’inverno aggravano le crepe nell’asfalto, costringendo chi guida a fare veri e propri slalom tra le buche. Secondo i dati più recenti, il 2025 ha segnato un record negativo nell’ultimo decennio:

Il governo di Mark Carney riattiva gli incentivi federali per l’acquisto di veicoli elettrici e ibridi ricaricabili, segnando una netta discontinuità rispetto alla decisione assunta dall’esecutivo Trudeau, che aveva sospeso il programma all’inizio del 2025 per contenere i costi.

Dopo il congresso di Calgary i Conservatori ritrovano l’unità, mentre Ottawa prepara la trattativa sul libero scambio nordamericano

Che ci piaccia o no, il secondo mandato di Donald Trump ha innescato l’inizio di un nuovo (dis)ordine mondiale. Giusto o sbagliato che sia, con la sua rielezione alla Casa Bianca il politically correct ha lasciato il posto alla realpolitik più cruda e spregiudicata, infrangendo gli equilibri geopolitici disegnati a Yalta nel 1945 e sopravvissuti persino alla caduta del Muro di Berlino.

Il mercato degli affitti in Québec si prepara a un nuovo scossone: la settimana scorsa, il Tribunal administratif du logement (TAL) ha suggerito un aumento medio del 3,1 % per il 2026, una decisione destinata a far discutere e che riguarderà i contratti rinnovati dopo il 1° gennaio 2026. Si tratta della terza crescita più significativa degli ultimi 20 anni, dopo i picchi registrati nel 2024 e nel 2025.

Dopo l’intervento a Davos, il Primo Ministro canadese risponde da Québec City alle accuse del Presidente americano, secondo cui “il Canada vive grazie agli Stati Uniti”. Washington reagisce escludendo Ottawa dal Board of Peace e minaccia dazi del 100% in caso di accordo commerciale con la Cina

Come il terzo collegamento tra Québec City e Lévis, mai realizzato nonostante anni di promesse, si è appena chiusa anche la ‘‘terza via’’ di François Legault. Per più di sette anni, il leader della CAQ ha incarnato un’alternativa concreta nella travagliata scena politica provinciale.

Mercoledì 14 gennaio, alle 11 del mattino, François Legault ha annunciato le proprie dimissioni da Primo ministro del Québec, ponendo fine a una stagione politica durata quasi trent’anni e a oltre sette anni di governo alla guida della provincia. La decisione è stata comunicata nel corso di una conferenza stampa all’Assemblea nazionale, dove il leader 68enne della Coalition avenir Québec (CAQ) ha spiegato di farsi da parte «per il bene del Québec e del partito», riconoscendo che una parte crescente dell’elettorato chiede un cambiamento.

Nel 2025 Piazza Affari è cresciuta del 31,5%, mentre Toronto ha registrato un +28,8%. Oro e argento in rally, Bitcoin in calo (-5,1%) nonostante l’effetto Trump