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L’Opinione

“Italofonia: lingua oltre i confini” | Sostegno bipartisan all’”itangliano”

In pochi paesi al mondo e forse in nessun altro può succedere, come in Italia, che un programma governativo, una legge nazionale, un avviso diretto ai propri connazionali sia redatto in una lingua straniera.  E invece “Be cool and join the Navy” fu, nel 2015, lo slogan della campagna di reclutamento della marina militare italiana. Ed “Election day”, “Legge sullo Stalking”, “Stepchild adoption”, “Jobs act” sono leggi italiane.

“Italofonia: lingua oltre i confini” | Il restyling della lingua italiana

Il restyling – ossia la riprogettazione, il rifacimento, la ristrutturazione, la modifica in meglio, la rigenerazione, la riqualificazione, il ridisegno – della lingua italiana, che viene messa al traino della lingua inglese, continua anche dopo l’insediamento di Trump; capo di un’America eccessiva divenuta oggi quasi caricaturale. Nuovi termini ed espressioni inglesi entrano ininterrottamente nel vocabolario italiano, come ha fatto restyling.

Un’inondazione di parole inglesi

Lo slogan “italofonia: lingua oltre i confini” inneggia alla lingua italiana e alla sua presenza “oltre i confini”. Io ritengo che gli italiani dovrebbe preoccuparsi, invece, dell’attuale costante espansione dell’anglofonia nella loro lingua.

Mia sorella, Laura Antonelli | Una carriera frutto del caso

Ma come iniziò, Laura, la carriera cinematografica? Subito dopo aver ottenuto il diploma di Educazione fisica a Napoli, all’Istituto Superiore di Educazione Fisica (ISEF), mia sorella si trasferì a Roma, dove cominciò a lavorare nel suo campo: l’educazione fisica. A Roma viveva Mario Marenco, suo promesso sposo. Ma il matrimonio mai si realizzerà. E sarà un trauma per lei.

Mia sorella, Laura Antonelli | Generosità e coraggio

Il molto dare, quasi sempre senza ricevere, fu la caratteristica di mia sorella, fino alla sua morte, insieme al coraggio anche fisico; dote questa che nella nostra famiglia ha sempre avuto un posto di riguardo, tanto che un giorno udii mio padre dire amareggiato che i nostri nemici slavi, combattenti implacabili, meritavano dopo tutto più rispetto di certi italiani sprovvisti di sentimento nazionale e pronti a scappare e a salire sul carro del vincitore.

Mia sorella, Laura Antonelli | Parte VI Gli insegnamenti di Venezia

A Venezia rimanemmo da sfollati circa due anni. Laura è la vera protagonista di questi miei scritti ma non posso impedirmi di parlarvi di me e della dura educazione che ricevetti da bambino. E che anche lei ricevette, ma in  maniera alquanto attenuata.

“Italofonia: lingua oltre i confini” | Lo sconfinamento della lingua inglese

Quando s’insegna l’italiano – soprattutto all’estero – a stranieri innamorati della musicalità della nostra lingua, che l’opera lirica continua ad esaltare attraverso il mondo, la frequenza degli anglicismi è fonte per l’insegnante d’imbarazzo e d’irritazione. La presenza di una caterva di parole come “killer”, “badge”, “jackpot”, “tilt”, “gossip”, “pressing”, “standing ovation”, “trolley”, ecc…, negli scritti italiani odierni crea una situazione imbarazzante

Mia sorella, Laura Antonelli | Il ricordo della fantasmagorica Venezia

Nel vissuto di Laura, giovanissima, vi è la fantasmagorica città di Venezia dove, prima d’installarci a Napoli, trascorremmo da sfollati circa due anni, nel centro raccolta profughi situato nell’istituto Foscarini. Ci trovavamo appunto a Venezia – eravamo dei bambinetti – quando venne girato un film, o forse era un documentario, con tante scene all’aperto del carnevale.

Mia sorella, Laura Antonelli – IV parte | L’incompiuta adozione americana

Io credo che anche da Napoli, e non solo dal dna familiare, mia sorella trasse la sua passione per il gesto generoso; ma non spagnolesco, ostentativo, esibizionistico – diffuso invece a Napoli, dove spesso la finzione altera e traveste la sostanza – bensì basato sul gusto del dare, sul desiderio di aiutare, e anche sul voler credere a ciò che gli altri le raccontavano.