Parte III

dall’Italia. Da sinistra: Bruno Gherbetti, Eddy Dorini, Virgilio Corbella e Nerino Corbella.
l prof. Marc Choko, nella sua conferenza dal titolo “Viva Vittorio”, svoltasi di recente all’Ist. It. di Cultura di Montréal [nell’ambito della 33ª edizione di ItalFestMTL], ha presentato al pubblico l’indimenticabile Vittorio Fiorucci: disegnatore, illustratore, cartellonista. L’immagine che ci è stata presentata del Vittorio del 1951, anno in cui non ancora ventenne giunse a Montréal, è stata quella di un ragazzo privo di un passato degno di nota e senza studi di sorta.
Al termine della conferenza, una signora ha rivolto al relatore una domanda mirante ad appagare una sua profonda perplessità, esprimibile così: “Come si spiega che un italiano, arrivato in Canada sprovvisto di un titolo di studio o di una qualunque formazione di mestiere, si sia lanciato in un settore: la fotografia e il disegno grafico, invece di cercare di trovare un lavoro, per i primi tempi, in un ristorante o in un altro settore in cui era possibile lavorare senza avere una formazione specifica?”. La signora ha insistito dichiarandosi incapace di capire quella improbabile scelta di carriera di disegnatore grafico e di illustratore da parte di un giovane italiano giunto qui senza arte né parte. Il conferenziere ha ammesso di non saperle rispondere. Sarei voluto allora intervenire io e raccontare a questa signora la storia de “I muli del Tommaseo”.
I ragazzi (muli) del Tommaseo erano quei giovani, figli dell’esodo dall’Istria, da Fiume, e dalla Dalmazia, che nell’immediato dopoguerra frequentarono il collegio navale di Brindisi “Niccolò Tommaseo”. E tra questi vi era anche il nostro Vittorio Fiorucci.

Tra questi ex del N. Tommaseo, io ho conosciuto, in Italia R. Vlahov, triestino di origini dalmate, e C. Clemente, fiumano. Entrambi si ricordavano benissimo del loro compagno di studi di Brindisi, lo zaratino Vittorio Fiorucci di cui conoscevano molto bene il successo da lui ottenuto in Canada.
Di C. Clemente conservo ancora questo messaggio: “Caro Claudio, grazie ancora per avermi informato della morte di Vittorio Fiorucci. I Muli del Tommaseo lo ricorderanno nel prossimo numero del periodico della nostra Associazione, La Zanzara”.
Nel 1951, anno dell’arrivo di Vittorio Fiorucci a Montréal, giunsero ugualmente nella nostra città, contemporaneamente a lui o intorno a quella data, i seguenti suoi amici del Tommaseo: mio cugino Bruno – figlio di quel Lino Gherbetti (Gherbetz) di Pisino (Istria) trucidato dai comunisti slavi – Eddy Dorini, fiumano, e Nerino Corbella insieme con il fratello Virgilio, fiumani anche loro. Virgilio Corbella era l’unico del gruppo che non avesse studiato al Tommaseo. Ma al pari degli altri si formò anche lui, a Montréal, come progettista grafico, campo nel quale in seguito lavorerà professionalmente. Ed è proprio questo il punto centrale di questa mia digressione: questi ex studenti del Tommaseo intrapresero tutti, in Canada, una carriera nella progettazione grafica collegata all’edilizia e all’ingegneria. Tra tutti menzionerò Nerino Corbella, che a Brindisi nel dopoguerra si era distinto in più di uno sport (pallacanestro, pallavolo, calcio, canottaggio) per le sue notevoli capacità atletiche, e che anni ed anni dopo, in Canada, eccellerà professionalmente, da imprenditore di successo, nell’ideazione e costruzione di complesse strutture di acciaio.
Deviando dal sentiero della professione grafica di tipo tecnico-industriale, il quinto della comitiva, il nostro Vittorio Fiorucci – disegnatore anche lui – diventerà il cantore delle linee e dei colori di un’arte grafica intesa come messaggio e poesia, e non nelle sue applicazioni industriali come avverrà, invece, per i suoi compagni di collegio. Occorrerebbe ora cercare di capire se furono gli studi al Tommaseo a predisporre questi ex allievi, emigrati in Canada, al disegno grafico. E cercare anche di sapere se anche Vittorio, al pari degli altri, seguì nella nuova patria un corso formativo in questo campo. Oso indicare questa nuova pista di ricerca al capace e gentile prof. Marc Choko per una sua eventuale prossima conferenza sul compianto Vittorio Fiorucci.





