Il giornale italiano 1° in Québec e in Canada

ULTIM'ORA ADNKRONOS

Il Punto

GUERRA IN IRAN | L’equilibrismo di Carney

Mark Carney affronta una delle prove più complesse e imprevedibili della sua giovane esperienza da Primo Ministro: trovare una posizione credibile sul conflitto che contrappone gli Stati Uniti e Israele all’Iran senza alienarsi gli alleati, l’opinione pubblica canadese e, soprattutto, la Casa Bianca, da cui dipende in larga misura la stabilità economica del Paese degli Aceri.

Trump e la Groenlandia: il mondo è cambiato

Che ci piaccia o no, il secondo mandato di Donald Trump ha innescato l’inizio di un nuovo (dis)ordine mondiale. Giusto o sbagliato che sia, con la sua rielezione alla Casa Bianca il politically correct ha lasciato il posto alla realpolitik più cruda e spregiudicata, infrangendo gli equilibri geopolitici disegnati a Yalta nel 1945 e sopravvissuti persino alla caduta del Muro di Berlino.

La fine della terza via

Come il terzo collegamento tra Québec City e Lévis, mai realizzato nonostante anni di promesse, si è appena chiusa anche la ‘‘terza via’’ di François Legault. Per più di sette anni, il leader della CAQ ha incarnato un’alternativa concreta nella travagliata scena politica provinciale.

Montréal premia la diversità e il pragmatismo

Dopo otto anni di amministrazione Plante, logorata negli ultimi mesi dalla crisi dei senzatetto e dal dramma degli alloggi inaccessibili, il voto del 2 novembre ha assunto il tono di un referendum sul modello di gestione della cosa pubblica e sulla visione del futuro della metropoli. Nel 2021, Valérie Plante aveva vinto con un sorriso contagioso e una promessa di freschezza politica.

Non si uccidono le idee

“Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu possa esprimerla”. Scritta nel 1906 dalla scrittrice britannica Evelyn Beatrice Hall, sotto lo pseudonimo S. G. Tallentyre, questa frase definisce senza appello il valore assoluto della libertà di espressione, al di là di convinzioni, pregiudizi o ideologie. La forza di queste parole resta bruciante e drammaticamente attuale.

Un banchiere (dimezzato) contro l’onda trumpiana

Niente valanga rossa. I liberali vincono, ma il mandato pieno resta un miraggio. Mark Carney, come Justin Trudeau, dovrà governare senza una maggioranza assoluta in Parlamento. Alla fine gli elettori hanno scelto di puntare su un banchiere per tenere testa al presidente americano, ma sarà un banchiere dal potere dimezzato.

Trump ci ha resi orgogliosi di essere Canadesi

Dal Presidente Usa la spinta decisiva per cementare il senso di appartenenza ed abbattere le barriere tra le Province, che frenano il libero scambio di beni, servizi e professionisti nel Paese

Surplus commerciale, vuoto di potere e stato post-nazionale: ora Trump vuole il Canada

Quella che inizialmente sembrava una boutade, una provocazione o un’iperbole (figura retorica dell’esagerazione e dell’eccesso), artificio stilistico che pure si sposa bene con il linguaggio incendiario ed esplosivo di Donald Trump, sta assumendo sempre di più i contorni di una sciagurata minaccia che il Canada farebbe bene a prendere sul serio.

L’America preferisce la realtà all’ideologia

Una valanga travolgente, un’onda inarrestabile, un ‘cappotto’ clamoroso. Gli americani hanno parlato, forte e chiaro, conferendo un mandato pieno, totale ed inappellabile a
Donald Trump: non soltanto la Casa Bianca, ma anche il Senato e molto probabilmente pure il Congresso (con la Corte Suprema che già pende a destra, dopo le nomine dello stesso Trump durante il primo mandato).