Roma, 21 lug. (askanews) – “Se quello che scrive Dagospia fosse confermato, e cioè che la Rai avrebbe deciso di sospendere Sigfrido Ranucci e cancellarlo dalla guida di Report, saremmo di fronte a un atto di banditismo istituzionale senza precedenti. Nemmeno ai tempi dell’editto bulgaro di Berlusconi si era vista una violenza simile. Vediamo cosa accadrà, se la cosa sarà confermata o se si tratta dell’ennesimo modo di delegittimare Report, destabilizzandone la redazione e gettando discreto su Ranucci. Ma se davvero così fosse, saremmo davanti a una vergonosa esecuzione politica, la prova lampante di una Rai ridotta a serva muta e zerbino di Palazzo Chigi”. Lo denunciano gli esponenti M5S dimissionari dalla commissione di vigilanza Rai.
“Invece di fare scudo attorno a un giornalista che fino a prova contraria resta la vittima di un attentato che ha messo in pericolo la sua vita e quella della sua famiglia – attaccano i parlamentari pentastellati- l’azienda sceglierebbe di finire il lavoro di tutti questi mesi eliminandolo dalla TV. Se questa follia venisse confermata, la libertà di stampa in questo Paese sarebbe ufficialmente morta e sepolta. Non sarebbe piu tempo di indignarsi in silenzio: saremmo al regime puro e non assisteremmo in silenzio”.





