Venezia, 3 ago. (askanews) – Mestre al centro dell’attenzione e una programmazione estiva che guarda alla comunità, per dare un senso all’impegno anche sociale portato avanti a Venezia e in terraferma. La Fondazione Musei Civici di Venezia con il MUVEC – Casa delle contemporaneità ha messo in atto una serie di progetti su Mestre, che proseguono per tutta l’estate.
“In questo periodo estivo – ha spiegato ad askanews Elisabetta Barisoni, dirigente Area Musei e MUVE Mestre della Fondazione – siamo tutti accaldati, siamo tutti circondati da queste grandi ondate di calore e quindi anche MUVEC partecipa come centro di raffrescamento: le sale sono climatizzate, abbiamo un servizio dedicato alla fornitura dei giornali quotidiani che possono essere letti da chi vuole andare in museo in mattinata ad aggiornarsi liberamente, tutti i giorni dal martedì al venerdì. Poi abbiamo moltissimi progetti, come ‘Il mio museo’, abbiamo progetti educativi, abbiamo un progetto con il gruppo degli anziani, abbiamo ospitato anche i ragazzini, i bambini che hanno finito le scuole e nei summer camp passano anche dal museo, insomma è un museo che cerca di rimanere vivo ed è vivo anche durante periodo estivo quando sappiamo che chi può scappa dalle città un po’ infuocate”.
Con l’autunno, poi, riprende la stagione espositiva che prevede al MUVEC una grande mostra che porterà in terraferma una delle opere più famose di Gustav Klimt. “Proprio la Giuditta di Klimt, il capolavoro delle Collezioni d’arte moderna del Comune di Venezia conservata a Ca Pesaro – ha aggiunto Barisoni – darà la sua benedizione, mi piace dire, al nuovo museo, perché dopo dieci anni Giuditta farà un simbolico passaggio del Ponte della Libertà, il ponte che divide Mestre centro storico e la terraferma da Venezia, per entrare nella mostra che annuncia la grande stagione espositiva autunnale a MUVEC: ‘Klimt, Schiele, Kokoschka e il corpo nell’arte contemporanea’. Proprio partendo dalla Giuditta di Klimt abbiamo ipotizzato un percorso che parli però del corpo, che una delle emergenze del nostro tempo”.
In ottobre inoltre un workshop, “I am MUVEment” trasformerà il MUVEC in un luogo di incontro tra corpo, spazio e arte: con la guida di una ballerina professionista e di una educatrice museale, i partecipanti saranno guidati a tradurre le emozioni percepite in gesto corporeo, in dialogo diretto con lo spazio e le opere d’arte. Perché anche la danza diventa atto sociale e di reale politica culturale.





