(Adnkronos) – “Avevamo detto di mantenere la calma perché i casi sospetti”, le due persone rientrate dall’Uganda e trasferite al Sacco di Milano, “potevano essere contagi di un altro patogeno e non Ebola. E così è stato. Basta l’inutile allarmismo, la comunicazione sia corretta e non rincorra gli spari ad alzo zero'”. Così all’Adnkronos Salute Francesco Vaia, componente dell’Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, già direttore dell’Inmi Spallanzani di Roma e direttore della Prevenzione del ministero della Salute, che era stato cauto dopo i primi allarmi sulle due persone con sintomatologia febbrile, arrivate dall’Uganda, e poi trasferite nell’ospedale milanese.
Manageritalia: i manager hanno imparato a ‘staccare’, l’estate 2026 premia l’Italia, la famiglia e la disconnessione
(Adnkronos) – L’estate 2026 segna una svolta nel modo in cui i manager italiani vivono





