
Vino: l’etichetta della discordia
Il caso dell’Irlanda e la lotta con i paesi produttori

Il caso dell’Irlanda e la lotta con i paesi produttori

L’agricoltura italiana si conferma protagonista all’interno della filiera agroalimentare dove l’intera filiera contribuisce al 15% del fatturato globale dell’economia nazionale.

Con questo bilancio il comparto delle Dop del nostro Paese raggiunge la quota del 21% come contributo al fatturato complessivo del settore agroalimentare nazionale. Quindi vuol dire che più di 1 euro su 5 del cibo e del vino italiano viene generato da prodotti Dop e Igp.

La dieta mediterranea entra nel Palazzo di Vetro dell’ONU

Nel 2023 entrerà in vigore l’ottava riforma della Politica Agricola Comune con obiettivi ben definiti e nuove direzioni che guardano con maggiore attenzione alla biodiversità, al clima e in generale all’ambiente

Nuovo governo, nuovo lessico per marcarne gli intenti. Arriva così il concetto di Sovranità alimentare a rappresentare la nuova identità del ministero delle Politiche agricole, ribattezzato Dicastero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare. Denominazione che dovrà essere comunque formalizzata.

La crisi energetica, l’impennata dei costi di produzione delle aziende e lo spettro di una recessione globale non hanno finora arrestato la corsa del Made in Italy agroalimentare sui mercati esteri.

Lo scorso 22 giugno, il Governo di Nicosia ha infatti notificato alla Commissione Europea una modifica alle proprie leggi alimentari, introducendo la possibilità di chiamare “aceto balsamico” una miscela di aceto, mosto d’uva e zucchero.

Nel primo semestre del 2022 è stata molto positiva la performance dell’export biologico italiano. Infatti, le vendite di prodotti agroalimentari italiani bio sui mercati internazionali hanno raggiunto i 3,4 miliardi di euro, mettendo a segno una crescita del +16% rispetto all’anno precedente.

L’Italia che si avvicina alle elezioni politiche del prossimo 25 settembre sta affrontando una campagna elettorale estiva che, come d’abitudine, si muove tra promesse populiste e proposte irrealizzabili.