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Sfollati anziani nello stadio a Beirut, tra umiliazione e paura

Beirut, 30 mar. (askanews) – Anziani libanesi sfollati dal conflitto con Israele vivono in tende allestite nello stadio di Beirut, tra bagni e docce insufficienti, difficoltà quotidiane e il timore di tornare in aree ancora esposte o in case ormai distrutte. Le immagini mostrano la vita nel campo: tende una accanto all’altra, panni stesi, bambini che giocano e nuovi servizi igienici in fase di installazione. Le testimonianze descrivono una condizione sempre più dura, soprattutto per chi ha problemi di mobilità e dipende dagli altri anche per lavarsi o raggiungere il bagno.

“La nostra vita qui è diventata miserabile e umiliante – dice Khoder Salem, sfollato – Non riusciamo più a sopportare quello che ci sta succedendo”.

“La vita è estremamente difficile, soprattutto per persone nella mia situazione, che non possono muoversi – afferma Fatima Nazli, sfollata dalla periferia sud di Beirut -Se ci fosse un attacco, chi mi sta intorno potrebbe scappare e lasciarmi indietro, perché io non posso fuggire da sola se nessuno mi aiuta”.

Anche Hayat è sfollata dalla periferia sud di Beirut: “Quando la guerra finirà e la situazione tornerà sicura, e alla gente verrà chiesto di rientrare nelle proprie case, io che cosa farò? Dov’è la mia casa, distrutta? Che cosa farò? Ci penso tutto il tempo, non riesco a smettere di preoccuparmi per dove andrò”.

Abou Ali è il marito di Fatima Nazli: “Non c’è un modo sicuro per andare nella periferia sud – dice – perché può essere colpita in qualsiasi momento. Andiamo lì con paura e torniamo con paura”.

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