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FILIERA FORESTA-LEGNO | In crescita il patrimonio forestale e la produzione

di Alessandra Cori

 

La buona notizia è che le foreste europee continuano a crescere, secondo quanto riportato nel Report annuale 2025-2026 della European Organisation of the Sawmill Industry (EOS), organismo che rappresenta circa l’80% della produzione europea di legname segato.

 

Le foreste europee coprono oggi oltre 232 milioni di ettari, pari al 35,4% della superficie terrestre dell’Europa, e negli ultimi 35 anni sono cresciute di oltre 23 milioni di ettari, con un incremento medio di circa 665mila ettari ogni anno. Inoltre, il patrimonio forestale europeo ha raggiunto 38,3 miliardi di metri cubi di stock legnoso, in aumento di circa il 45% rispetto al 1990.

 

Nonostante ciò, e questa è la notizia meno buona, la disponibilità di materia prima per l’industria del legno si conferma una delle principali sfide per la competitività della filiera e per gli obiettivi di sostenibilità dell’Europa, come è emerso dagli Stati Generali Foresta-Legno organizzati da Filiera Legno, associazione che rappresenta quasi 600 imprese dell’industria del legno, riunendo istituzioni, decisori pubblici, rappresentanti del mondo forestale, imprese, professionisti, progettisti, università e centri di ricerca.

 

Nel 2025 il sistema foresta-legno ha generato oltre 113 miliardi di euro di valore aggiunto e occupato circa 2,4 milioni di persone tra attività forestali, prima trasformazione e industrie collegate. Se questa è la fotografia a livello europeo, l’Italia ha caratteristiche tutte sue. Infatti, pur disponendo di una superficie forestale in costante crescita e di un patrimonio boschivo tra i più estesi d’Europa, il nostro Paese continua a dipendere in misura significativa dalle importazioni di materia prima legnosa.

 

Nel 2024 sono stati importati circa 1,47 milioni di metri cubi di materiale tondo, mentre il consumo nazionale di legname segato di conifera si mantiene intorno a 5,45 milioni di metri cubi. Accanto a questa dipendenza dall’estero emergono tuttavia segnali incoraggianti. Non a caso, la produzione nazionale di segati di conifera è tornata a crescere e si avvicina oggi a quota un milione di metri cubi, confermando il ruolo strategico delle segherie italiane nella valorizzazione della risorsa forestale nazionale.

 

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Segnali positivi arrivano anche dal comparto delle latifoglie, la cui produzione si attesta intorno ai 340mila metri cubi nel 2025. Un risultato che riflette il crescente interesse verso la valorizzazione delle risorse forestali nazionali e, in particolare, delle filiere legate al castagno, specie storicamente centrale per l’economia delle aree montane e collinari italiane.

 

Una dinamica che, tuttavia, evidenzia il potenziale ancora inespresso della filiera italiana. Dalle segherie agli imballaggi, dalle costruzioni agli allestimenti, fino alle numerose applicazioni industriali e professionali, il legno rappresenta una materia prima strategica per migliaia di imprese italiane. Solo il comparto degli imballaggi movimenta ogni anno circa 160 milioni di pallet, mentre la produzione nazionale supera gli 84 milioni di unità, confermando il ruolo centrale del legno nella logistica e nell’economia reale del Paese.

 

Tra i principali ambiti di crescita della domanda si conferma inoltre l’edilizia in legno, con un fatturato di oltre 2,3 miliardi di euro, secondo i dati dell’Osservatorio Edilizia in Legno 2025 di Federazione Filiera Legno.

 

“I dati EOS dimostrano che la sfida non riguarda soltanto le foreste o le singole imprese, ma la capacità del Paese di costruire una politica industriale per valorizzare il nostro materiale lungo tutto il suo ciclo di vita”, afferma Angelo Luigi Marchetti, presidente di Federazione Filiera Legno. “Disponibilità della materia prima, gestione forestale sostenibile, innovazione industriale, edilizia in legno, logistica, imballaggi e manifattura sono elementi di un unico ecosistema produttivo interconnesso e che deve dialogare con le altre filiere nazionali. L’Italia dispone di competenze, imprese e know-how di assoluto valore, ma è necessario rafforzare la capacità di fare sistema e costruire una visione comune per il futuro della filiera”, conclude Marchetti.

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