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Proprietà dei dipendenti: una soluzione per la successione aziendale

a cura del Senatore Tony Loffreda

 

Il Canada sarà anche arrivato tardi alla “festa dei dipendenti proprietari”, ma lasciatemelo dire: probabilmente ci siamo presentati con un elegante ritardo, ma siamo sulla buona strada per diventare il protagonista della festa. Anche quest’anno ho avuto il privilegio di partecipare al Simposio internazionale sulla proprietà dei dipendenti all’Università di Oxford insieme ad accademici, politici, esperti, sostenitori e consulenti provenienti da tutto il mondo. Ventotto i Paesi rappresentati, con una nutrita delegazione proveniente dal Canada.

 

Un messaggio è emerso con forza nel corso delle nostre discussioni: affinché gli Employee Ownership Trust (EOT) abbiano successo, non basta la legislazione. Sono necessari comunicazione, dati affidabili, collaborazione, una pianificazione accurata, consulenza specialistica, finanziamenti adeguati e, forse soprattutto, formazione e sensibilizzazione. Il Canada ha introdotto gli EOT nel 2023. In parole povere, si tratta di fondi fiduciari (trust) che detengono quote di un’impresa a beneficio dei suoi dipendenti. In questo modo, i lavoratori possono beneficiare di una partecipazione azionaria senza dover acquistare direttamente le azioni, offrendo al contempo agli imprenditori un’ulteriore opzione nella pianificazione del loro ritiro dall’attività.

 

Questo è importante perché si prevede che circa tre quarti delle piccole e medie imprese canadesi cambieranno proprietario nel prossimo decennio. Siamo quindi alla vigilia di un grande passaggio generazionale nel mondo imprenditoriale canadese. La questione non è semplicemente se queste aziende verranno vendute, ma chi chi ne assumerà la proprietà. Da anni sostengo apertamente gli EOT e incoraggio le imprese canadesi a prenderli in considerazione nell’ambito dei loro piani di successione. Gli EOT possono contribuire a mantenere le imprese radicate nelle comunità in cui sono nate, a preservare i posti di lavoro e a conservare la proprietà canadese. In un momento in cui la sovranità economica assume un’importanza crescente, non possiamo sottovalutare l’importanza di mantenere le aziende canadesi di successo in mani canadesi.

 

La recente vendita di Moneris a una società americana di Private Equity ha riacceso un importante dibattito sulla proprietà canadese delle imprese e delle infrastrutture strategiche. Gli EOT non risolvono tutte le sfide legate alla proprietà, ma offrono un’opzione basata sul mercato che vale la pena prendere in considerazione.

 

Gli EOT vanno oltre la semplice questione di chi possiede un’azienda. Alla fine, al centro della proprietà dei dipendenti ci sono soprattutto le persone. Questo modello offre agli imprenditori una possibilità in più per preservare ciò che hanno costruito e, allo stesso tempo, permette ai dipendenti di partecipare concretamente al futuro delle aziende che hanno contribuito a far crescere. Se applicata correttamente, questa soluzione può rafforzare la produttività, la resilienza, la continuità e la creazione di ricchezza.

 

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Il quadro normativo canadese sta diventando sempre più attraente per gli imprenditori, grazie anche all’esenzione permanente sulle plusvalenze fino a 10 milioni di dollari per le vendite a un EOT che soddisfa i requisiti richiesti. È un incentivo importante, che ho avuto l’onore di sostenere al Senato nel 2024, quando fu introdotto per la prima volta come misura temporanea.

 

Ma la legislazione è soltanto il punto di partenza. Gli EOT dovrebbero diventare parte integrante di ogni discussione sulla successione in Canada. Quando commercialisti, banchieri, avvocati e consulenti finanziari si siedono al tavolo con gli imprenditori che stanno valutando la successione, l’EOT dovrebbe essere una delle soluzioni da valutare.

 

Perché questo modello possa funzionare, però, servono anche competenze specifiche e un adeguato accesso ai finanziamenti: far conoscere gli EOT non basta, se poi mancano gli strumenti e i capitali per realizzarli.

È proprio qui che il ritardo del Canada potrebbe rivelarsi vantaggioso. Possiamo infatti fare tesoro di decenni di esperienza maturata in Paesi come Stati Uniti e Regno Unito, adattandone gli insegnamenti alle caratteristiche della nostra economia.

 

A confermarmelo è stata la mia visita a Oxford all’inizio di questo mese. Durante il simposio, i partecipanti hanno preso parte ad un dibattito amichevole su quale modello di partecipazione proprietaria dei dipendenti fosse preferibile: l’Employee Stock Ownership Plan (ESOP), ampiamente diffuso negli Stati Uniti, o il modello EOT adottato dal Canada. I partecipanti sono stati invitati a votare e l’EOT ha avuto la meglio. Naturalmente, il voto espresso durante una conferenza non è certo uno studio scientifico. Rappresenta però un ulteriore segnale incoraggiante: il Canada ha sviluppato un modello che merita attenzione. Naturalmente, una votazione in occasione di una conferenza non è certo uno studio scientifico. Tuttavia, è stato un altro segnale incoraggiante del fatto che il Canada abbia sviluppato un modello degno di attenzione.

 

A questo punto, il principale ostacolo non è più la legislazione, ma far conoscere gli EOT.

Perché sappiamo bene cosa succede quando si sente parlare di una festa: nessuno vuole essere il primo ad arrivare.

 

In parole semplici: il quadro normativo è pronto, le porte sono aperte, ma, come si dice, per ballare il tango bisogna essere in due. Gli imprenditori devono collaborare con i professionisti specializzati in EOT, i consulenti finanziari, gli esperti legali e gli istituti di credito per garantire il successo di queste operazioni. Gli imprenditori prossimi alla pensione hanno bisogno di un team che comprenda sia i meccanismi degli EOT che le caratteristiche specifiche dell’impresa. Il Parlamento non sempre fa tutto nel modo giusto. In questo caso, credo che il Canada abbia creato un modello promettente. Ora dobbiamo trasformare la normativa in pratica. Per l’imprenditore canadese che sta pensando alla pensione, alla successione e al futuro dell’azienda che ha costruito nel corso di una vita, la proprietà dei dipendenti merita un posto sulla pista da ballo.

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