Roma, 4 mar. (askanews) – “Dopo l’interruzione legata al periodo pandemico abbiamo recuperato una cultura della prevenzione. Intercettare una patologia in fase precoce significa ridurre ospedalizzazioni e costi, ma anche migliorare la qualità della vita di pazienti e famiglie. Non si deve considerare solo la spesa immediata, bensì il risparmio nel medio-lungo periodo” . Lo ha detto Anna Rita Patriarca, componente della Commissione Affari Sociali della Camera, intervenendo a The Watcher Talk Salute, format di Urania News. La prevenzione deve entrare in modo strutturale nei percorsi di cura, nei Lea e nel Piano nazionale della cronicità, puntando su screening, presa in carico continuativa e utilizzo appropriato dell’innovazione tecnologica, dal fascicolo sanitario elettronico ai sistemi di alert . Patriarca ha inoltre richiamato la necessità di un coordinamento stabile tra i diversi livelli assistenziali: “Occorre un dialogo sistemico tra medici di medicina generale, specialisti ambulatoriali e strutture ospedaliere, supportato da sistemi informativi interoperabili. La sfida è garantire omogeneità dei Pdta su tutto il territorio nazionale e continuità assistenziale reale: chi viene dimesso deve poter contare su un’assistenza immediata. I vuoti assistenziali gravano su pazienti, famiglie e sistema. Senza una sanità territoriale efficace, anche gli screening rischiano di restare interventi isolati “, ha concluso.
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