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L’Iran riapre il nodo nucleare nel pieno della crisi

Teheran, 30 mar. (askanews) – L’Iran dice di non cercare l’atomica e di essere contro tutte le armi di distruzione di massa. Ma aggiunge che in Parlamento e nell’opinione pubblica è aperto un vero dibattito sull’adesione al Trattato di non proliferazione.

A dirlo, a Teheran, è il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei. Le parole iraniane arrivano mentre Donald Trump alterna apertura e minaccia. Il presidente americano parla di “cambio di regime”, dice di vedere un possibile accordo in tempi brevi e sostiene che con Teheran siano in corso discussioni “serie” con un “regime nuovo e più ragionevole”.

Ma nello stesso messaggio Trump avverte che, se l’intesa non arriverà presto e se lo Stretto di Hormuz non sarà riaperto, gli Stati Uniti potrebbero colpire Kharg Island, impianti elettrici e pozzi petroliferi iraniani. Sul terreno, intanto, la crisi resta apertissima. Ad Haifa, nel nord di Israele, una colonna di fumo si è alzata nell’area della raffineria dopo un nuovo allarme missilistico.

E mentre i missili tengono alta la tensione con Israele, l’Iran prova a mostrare fermezza anche in Libano. Teheran afferma che il suo ambasciatore continuerà a lavorare a Beirut, nonostante l’ordine di espulsione. Il segnale, da Beirut a Hormuz, è che la crisi si gioca sul tavolo diplomatico, sui siti strategici e dentro gli equilibri della regione.

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