Il giornale italiano 1° in Québec e in Canada

ULTIM'ORA ADNKRONOS

Laura Antonelli | I miei ricordi di lei

Pensando a Laura tanti piccoli episodi mi tornano alla mente. Mia sorella era ancora agli inizi della sua carriera d’attrice; io stavo per lasciare definitivamente l’Italia per andare a vivere in Canada, e da Napoli dove ero domiciliato dovetti recarmi più di una volta a Roma per questioni attinenti alla domanda d’immigrazione che avevo presentato all’Ambasciata canadese. Laura, che viveva nella capitale, era allora in affitto in un appartamentino situato in una palazzina di via Orti della Farnesina, dove abitava, tra l’altro, anche Renzo Arbore; il quale era un personaggio già noto per il programma radiofonico per giovani di gran successo “Bandiera Gialla” da lui creato insieme con Gianni Boncompagni.

 

Arbore occupava l’appartamento sottostante a quello di Laura. Credo che in quella palazzina abitasse anche Fabio Testi. Ed io ebbi modo d’incontrarlo, a casa di mia sorella. Si conoscevano bene anche perché avevano lavorato  insieme e forse lavoravano ancora  – non ricordo bene la cosa    per la pubblicità della Coca-Cola. Le riprese – mi disse mia sorella – venivano fatte in Spagna, e per la precisione in Andalusia, dove gli italiani erano soliti girare le scene Western. Della conversazione ch’ebbi con Fabio Testi ancora oggi ricordo un particolare  che mi colpì essendo io in attesa del visto d’immigrazione per il Canada. Mi disse che anche lui, qualche anno prima, aveva fatto domanda per emigrare in Canada, in una provincia dell’Ovest. Domanda che fu subito accolta, grazie alla sua qualifica non ricordo più se di geometra o di architetto.  E, parlando con me, sembrava chiedersi se non avesse fatto male a non dare una svolta definitiva alla sua vita andando a vivere oltreoceano. Mi spiegò che il cinema era un ambiente difficile.  Fino allora aveva lavorato in un paio di film come controfigura in scene pericolose, grazie al suo fisico atletico e alla sua grande agilità. Ma non molto tempo dopo quel nostro incontro, iniziando con “I giardini dei Finzi-Contini” (1970) riuscirà a diventare una stella affermata del cinema italiano.

 

Pubblicità

 

Il mio incontro con l’attore Nino Castelnuovo fu meno fortuito. Mia sorella volle presentarmelo perché lo considerava una persona sensibile ed educata. Ebbi con Castelnuovo una lunga conversazione. Adesso ricordo: era stato lui a domandare a Laura d’incontrare il sottoscritto: Claudio, il fratello di cui Laura parlava spesso e che era in procinto di partire per il Canada. Fu in seguito, dopo l’incontro che ebbi con lui, che mia sorella mi disse, divertita, che questi dopo avermi conosciuto aveva espresso su di me un giudizio molto positivo, accompagnato però da un commento improntato a compassione. Egli sapeva, infatti, che io ero il fratello minore di Laura, ma era rimasto sorpreso conoscendomi da vicino. Laura, che aveva due anni più di me, che ero all’epoca venticinquenne, si dichiarava più giovane di quanto in realtà fosse. Barava sull’età. E quindi Castelnuovo, incontrando il fratello cadetto di Laura, fu fortemente sorpreso dal fatto che questi dimostrasse diversi anni più di quanto si potesse dedurre basandosi sull’età che mia sorella diceva di avere. Laura, divertita, mi disse di aver fornito a Nino Castelnuovo la seguente spiegazione circa il mio “precoce invecchiamento”: “Se mio fratello dimostra molto più dei suoi anni è perché ha sofferto molto…” E immagino che gli avesse raccontato, calcando la mano, dei campi profughi, della mia vita da convittore lontano dai genitori, dei rapporti difficili che avevo sempre avuto con mio padre, e non so cos’altro ancora. Se Laura barava sull’età era anche perché per certi ruoli cinematografici l’età contava molto. E infatti ricordo il momento preciso – mi trovavo a Roma, a casa sua –  in cui mi disse di aver fatto un provino con De Sica che ricercava la futura protagonista de “I giardini dei Finzi-Contini”; un film che uscirà nel 1970, avendo come personaggio femminile centrale una giovane attrice francese più giovane di mia sorella: Dominique Sanda.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

NOTIZIE RECENTI

Adnkronos

Pubblicità

Askanews