Dopo tre anni di assenza, il mio soggiorno a Montréal è stato quasi una vacanza. Ho riscoperto quella che è stata per tanti anni la mia città e me ne sono innamorato di nuovo. Sono riuscito a metabolizzare persino le piste ciclabili, che durante la penultima visita mi avevano reso la vita difficile. Restano però i soliti problemi: il traffico, la scarsità di parcheggi e i numerosi cantieri che causano la chiusura di molte strade.
A Montréal la mia vita si svolge tra Jean-Talon/Papineau, St-Léonard e Rivière-des-Prairies, anche se quando sono in città alloggio da un’amica di mia moglie che vive a Sainte-Dorothée. Per spostarmi, questa volta un amico mi ha prestato la sua Mercedes: un gesto che ho apprezzato molto, ma che mi ha reso prudente alla guida: per non danneggiarla e, soprattutto, per evitare multe.
Come dicevo, ho riscoperto la città e ho cercato di rivedere gli amici di sempre. Prima tappa, noblesse oblige, al Complexe le Baron, sede della redazione de Il Cittadino Canadese, dove ho scambiato quattro chiacchiere con l’editore, il Senatore Basilio Giordano, e ho voluto dimostrare al direttore Vittorio Giordano che esisto… ancora. Ho rivisto con piacere la vecchia guardia di CFMB, Graziella e Ivana, e, tra un boccone e l’altro, abbiamo trascorso momenti davvero piacevoli. Mi sono divertito soprattutto a sorprendere Graziella, che ha sempre pensato che io sia un po’ matto o, diciamo… originale. Sono stato anche ospite di Ivana nel suo programma pomeridiano; dopo aver ascoltato le mie risposte, mi ha persino paragonato a Ornella Vanoni da Fabio Fazio. Sono anziano, sì, ma non ancora novantenne… anche se, anche alla mia età, può capitare di perdere un po’ la bussola.

Ormai sono vent’anni che ho lasciato Montréal e ogni volta che vi torno mi sorprende l’affetto e la generosità della gente che incontro. Forse rappresento un piccolo mistero, perché sono uno dei pochi emigranti che è ritornato al proprio paese e vi è rimasto. Tra le tante persone che ho incontrato per strada, in un bar o persino sull’aereo, vi racconto solo di Fabio, grande cuoco ora in pensione, e di Raffaele Polisena, di Casacalenda, che per anni ha gestito con il fratello il popolare supermercato “Polisena” a Montréal. Il primo, Fabio, l’ho incontrato alla pasticceria “Alati” di St-Leonard, dove durante i miei soggiorni passeggio spesso per salutare la proprietaria Josie e gustare i suoi stupendi cannoli. Fabio, dopo avermi osservato un po’, mi ha chiesto se fossi davvero io. Alla mia risposta affermativa, abbiamo scambiato quattro chiacchiere, e lui mi ha ricordato i bei tempi dell’ “Osteria del Cacciatore”, su rue Laurier, dove passavo spesso per un magnifico piatto di linguine ai frutti di mare. Poi, rivolgendosi alla moglie, che forse gli aveva chiesto chi fossi, le ha sussurrato: “Lo abbiamo… sfamato molte volte”.
Un altro piacevole incontro è stato con Raffaele Polisena, sull’autobus che ci riportava a casa. L’avevo notato al momento del check-in in aeroporto e mi chiedevo chi fosse quel distinto signore, accompagnato da un passeggero più giovane. Eravamo quasi arrivati a San Salvo quando si è avvicinato e mi ha chiesto se fossi davvero la persona che pensava io fossi. Alla mia risposta affermativa si è seduto al mio fianco e abbiamo cominciato a parlare come vecchi amici.
Chiudo in bellezza questo mio pezzo parlando del trofeo di tressette Fiducie Canadienne Italienne, creato dal fondatore di questa banca, Joe Di Battista. I suoi avversari fissi sono la coppia Di Iorio-Colantonio, mentre il suo partner cambia a ogni edizione. Questa volta il suo jolly è stato Giulio Romano, giocatore esperto a cui non piace… perdere. Anche questa volta, però, gli dei non sono stati con i nostri avversari. Giulio Romano ha digerito male la sorprendente sconfitta: non ha risposto al telefono per due giorni e sta ancora cercando di convincersi che è impossibile perdere una partita con 29 punti contro i 27 degli avversari. E meno male che il Napoli ha vinto lo scudetto, alleviando così il suo… dolore.





