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Frank Moyo, quando musica e famiglia diventano una storia da raccontare

L’italo-canadese di Toronto, insegnante, cantautore e content creator, ha presentato a Montréal Nonno, il libro illustrato dedicato al rapporto tra nonni e nipoti e alla memoria dell’emigrazione

 

Frank Moyo presenta il suo libro Nonno al ristorante Mano Cornuto – Crediti foto: Antonio Serrafiore / Il Cittadino

 

 

MONTRÉAL – Coltivare le proprie passioni e riuscire a trasformarle in un lavoro è un privilegio che non tutti hanno. Per Francesco Muoio, in arte Frank Moyo, 33enne cantautore, insegnante di musica nella scuola elementare e content creator, questo percorso è diventato anche un modo per raccontare le proprie radici e trasmetterle alle nuove generazioni.

 

La sua storia assomiglia a quella di tante famiglie italiane emigrate all’estero: partenze, sacrifici e lavoro, ma anche opportunità costruite per le generazioni successive. I nonni materni, Andrea e Rita, originari di Cosenza, arrivarono a Toronto negli anni ’50; quelli paterni, Franco e Finuzza, anch’essi cosentini, si stabilirono in Canada nei primi anni ’70. A Toronto, Gabriella e Dominic, i genitori di Frank, si conobbero e si sposarono, crescendo il figlio in un ambiente dove la cultura italiana e, soprattutto, quella calabrese facevano parte della quotidianità: piatti, canzoni, dialetto e racconti hanno contribuito a definirne l’identità.

 

Frank Moyo presenta il suo libro Nonno alla Fruiterie Milano / Crediti foto: Vittoria Zorfini

 

Frank ha studiato alla University of Toronto, laureandosi in Studi Italiani e Archeologia. La musica, però, era già nella sua vita: aveva iniziato a suonare e scrivere canzoni a soli 11 anni. Dopo, ha intrapreso la carriera di insegnante e, otto anni fa, ha unito le sue due passioni: musica e lavoro con i bambini. Da questa esperienza sono nati anche due libri illustrati, Nonna e Nonno, omaggio alla famiglia e al legame tra nonni e nipoti.

 

Il 29 e 30 agosto, Frank ha presentato Nonno a Montréal, rispettivamente alla Fruiterie Milano e al ristorante Mano Cornuto, incontrando persone di tutte le età, cantando alcuni brani e firmando copie del libro. Prima degli appuntamenti, Il Cittadino  Canadese lo ha intervistato per conoscere più da vicino l’uomo dietro le canzoni, i video e le storie dedicate alla famiglia.

 

“Trascorrevo ogni giorno con i miei nonni”

È da qui che bisogna partire per capire Frank: dai pomeriggi trascorsi con i nonni. Nato e cresciuto tra Toronto e Woodbridge, li ha sempre avuti accanto. “Andavo a scuola a Toronto; la mattina i miei genitori mi lasciavano a casa dei miei nonni materni, poi i miei nonni paterni venivano a prendermi dopo la scuola. Trascorrevo ogni giorno con i miei nonni”. Grazie a loro ha conosciuto la Calabria “attraverso il dialetto e soprattutto i racconti” di una generazione che aveva lasciato l’Italia per costruirsi una vita dall’altra parte dell’oceano.

 

Frank si sente ancora oggi profondamente legato a Cosenza e alla Calabria. “Mi sento più calabrese che italiano, pur essendo canadese”, spiega. Una doppia identità che vive come un ponte tra due mondi.

 

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“Cerco sempre di trovare un equilibrio tra Calabria e Canada”

Da bambino avrebbe voluto sentirsi semplicemente italiano. Oggi, il rapporto con le proprie origini è più consapevole. “Sono canadese e mi sento molto fortunato di essere cresciuto in un paese così come il Canada”. Essere canadese, però, non significa rinunciare alle proprie radici: “Cerco sempre di trovare un equilibrio tra Calabria e Canada”.

 

È quello che fa anche attraverso i social, spesso insieme a nonna Rita. “Amo la Calabria e provo a promuoverla in qualsiasi cosa faccio tramite la musica e le lezioni a scuola”.

 

Una missione nata dai racconti dell’infanzia, dalle storie di San Francesco di Paola e dalla vita dei nonni, cresciuti in una Calabria “dove non c’era niente”. Quando Frank è tornato nei luoghi dove erano nati i suoi genitori, entrando nelle case in cui avevano vissuto, ha provato una sensazione difficile da spiegare: “È stato come trovarmi dentro una storia che avevo sempre sentito raccontare”.

 

“Perché non diventare un insegnante di musica?”

La musica è entrata presto nella vita di Frank. “Ho iniziato a suonare e a scrivere canzoni a 11 anni. Ho sempre fatto parte di band, suonavo e suono tuttora cover nei locali di Toronto, ma ho sempre scritto brani. Mi sono sempre sentito un po’ cantautore”.

 

La scelta di frequentare il Teacher’s College gli ha permesso di diventare insegnante e unire le sue passioni. “Sono già otto anni che insegno musica e sono veramente felice di questa scelta perché faccio ciò che mi piace veramente: musica e insegnare ai bambini”. Con i ragazzini ha scoperto di avere un rapporto particolare. “Sono sempre paziente con loro, perché alla loro età anch’io ero capriccioso e non mi comportavo bene”, racconta con ironia. Le sue canzoni sono diventate così uno strumento per comprenderli.

 

Un giorno, durante una lezione, scrisse in italiano sulla lavagna alcuni nomi di formaggi: parmigiano, mozzarella, caciocavallo… I bambini li pronunciarono benissimo e Frank creò al pianoforte una canzoncina, Cheese Song. La registrò e la pubblicò su Instagram. “E da lì è nato tutto”, è arrivata la svolta della sua vita.

 

“I miei video raccontano quello che sono realmente”

Frank non ha pubblicato quel video per diventare famoso: voleva solamente condividere qualcosa di divertente fatto con i suoi studenti. Poi sono arrivate innumerevoli visualizzazioni e una comunità di oltre due milioni di follower tra Instagram, TikTok e Facebook.

 

Il successo, spiega, non è frutto di una strategia studiata a tavolino: “Io cerco di essere sempre me stesso. Non faccio mai scherzi o cose preparate appositamente per i social. I miei video raccontano quello che sono realmente, questo sono io”.

 

Spontaneità, famiglia, il rapporto con i nonni, la musica e la quotidianità con i suoi studenti sono diventati il cuore dei suoi contenuti, che nel tempo hanno raggiunto un pubblico ben oltre la comunità italiana. “Mi piace condividere quello che so della lingua italiana” e, soprattutto, raccontare “la storia di migrazione della mia famiglia, una storia universale che appartiene a tutto il mondo”. Una storia che Frank racconta attraverso musica e video, mettendo al centro i sacrifici di chi ha lasciato il proprio Paese per offrire alle generazioni successive opportunità migliori.

 

“Il libro può collegare tutti: nonni, genitori e nipoti”

Dall’esperienza scolastica sono nati Nonna e poi Nonno. Frank aveva scritto una canzone dedicata alla nonna materna Finuzza, scomparsa, e successivamente pubblicato l’album Buongiorno. Poi ha capito che quella storia meritava qualcosa di più. Da qui l’idea dei libri illustrati: “È ancora più bello avere una cosa tangibile da stringere tra le mani che può aiutare i ragazzini non solo a imparare l’italiano, ma anche a vedere le immagini della nonna, a capire cosa vuol dire essere un nipote e far parte di una famiglia immigrata”.

 

I libri non sono pensati soltanto per i bambini, ma per unire più generazioni. È quanto Frank ha riscontrato nelle prime presentazioni, quando intere famiglie si sono ritrovate insieme attorno alle loro pagine.

In Nonno, l’orto e il giardino diventano il simbolo di una vita costruita attraverso lavoro e sacrifici: luoghi in cui si incontrano memoria, famiglia e identità. Per Frank racchiudono “tanti significati, tante emozioni, tanti ricordi”.

 

È forse questo il senso più profondo del suo lavoro: raccontare una storia familiare che, da Cosenza a Toronto, è diventata universale. La storia di nonni che hanno lasciato l’Italia, di figli che hanno costruito il proprio futuro in Canada e di nipoti che oggi, attraverso una canzone, un video o un libro per bambini, cercano di non perdere il filo con le proprie radici.

 

Per seguire Frank e rimanere aggiornati sulle sue attività, potete trovarlo su Instagram, Facebook e TikTok, dove è presente come @frankmoyomusic e @Frank Moyo. I suoi libri sono invece disponibili sul sito
www.frankmoyo.com

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