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Claudio Antonelli

Un salutare egoismo europeo

Lo scorso 7 gennaio si è commemorato il decennale  di “Je suis Charlie!”, il grido che aveva affratellato in Occidente milioni di persone dopo il massacro compiuto da terroristi islamici a Parigi contro i redattori della rivista satirica “Charlie Hebdo”. Oso dire che “Je suis Charlie!” è un falso grido, perché il sacrosanto diritto dei francesi alla dissacrazione anche blasfema deriva loro dal culto che tributano al laicismo, ovvero alla laicità dello Stato, il loro Stato, a causa della rivoluzione francese.

“Red carpet” per i termini inglesi

Al posto dei termini nostrani consacrati dall’uso, che tutti nello Stivale usano e capiscono, gli italiani amano adottare parole e parolette americane. Ai nostri provincialotti ammalati di “estero”, tali parole appaiono esotiche, brillanti e vibranti, mentre sono quasi sempre inutili o mal scelte, e fanno ridere anche perché sono da loro pronunciate  in maniera in genere sbagliata.

Un triste ricordo. L’abolizione del Natale

Con le feste di Natale e di fine d’anno, per molti espatriati subentra il tempo delle analisi sul passato e sul destino che deviò il corso della loro esistenza. E in taluni di noi il misterioso rapporto con il Paese d’origine si fa addirittura imperioso.

Le nuove verità “scientifiche”, ovvero le nuove castronerie

Non passa giorno che i risultati di un nuovo studio non smentiscano le credenze che noi, popolino, avevamo fino alla sera prima. Da “Il Giornale” (18-10-2024): “I videogiochi fanno bene al cervello. Lo dice la scienza. Un nuovo studio sfata i pregiudizi: i videogame aumentano le capacità cognitive e di apprendimenti, i riflessi, le abilità strategiche e l’abilità nel risolvere i problemi.”

La civiltà del divertimento | La parola d’ordine: “Divertiamoci, godiamocela!”

Con la modernità il divertimento è finito al centro, lasciando da parte il dovere, il sacrificio e le altre quisquilie. E noi festeggiamo a più non posso. E festeggiamo, beninteso, le date della vittoria sul male assoluto avvenuta tre quarti di secolo fa. Sorvolando sul trionfo dell’impero sovietico che asservì metà Europa e sulla americanizzazione dell’altra metà.

Gli italiani e le regole | Un rapporto non facile

L’Italia straripa di regole. Ma pochi le rispettano. In paesi come la Germania, il Giappone o lo stesso Canada, il rispetto delle regole è invece la norma, o quasi la norma.

Gli italiani e le regole

Il tipico italiano non sa attendere pazientemente in fila, e cerca di scavalcare non appena può la coda. A spingerlo a contestare, a rifiutare, ad aggirare una regola è in genere la sua morale spicciola di individuo molto attento all’utile particolare; e quindi ciò che lo svantaggia gli appare ingiusto.

La vittoria di Trump | La sconfitta del politicamente corretto

La vittoria di Trump ha intaccato l’egemonia detenuta dal politicamente corretto e dal pensiero unico. Infatti, a Kamala Harris, donna multiculturale, multirazziale, femminista cui si attribuivano moltissimi meriti soprattutto futuri, gli elettori e le elettrici USA hanno preferito un maschio bianco dai tanti difetti: Trump.

Halloween e il modello unico mondiale

Da un giornale italiano: “Halloween suscita negli spettatori il gusto di abbandonarsi ad atmosfere oscure e spaventose per poter vivere al meglio quella che è conosciuta come la notte più spaventosa dell’anno”. Teste mozze, mostri, sangue, massacri sono gli ingredienti con cui fin da piccoli i nordamericani festeggiano questa ricorrenza basata sul gusto dell’orrido.

Il rifiuto della lingua francese | Luoghi comuni vs testimonianze dirette

Il documentario di Félix Rose “La bataille de Saint-Léonard” ci ripropone lo scottante tema, negli anni 1960’, della lingua d’insegnamento nelle scuole del Québec e della scelta maggioritaria fatta dai figli degli immigrati italiani, prima che la legislazione intronizzasse il francese quale lingua ufficiale e prioritaria. Su questo tema i franco-quebecchesi ci ripetono all’infinito l’accusa di aver rifiutato, noi immigrati italiani, le scuole francesi. Il che è solo in parte vero.