Il giornale italiano 1° in Québec e in Canada

ULTIM'ORA ADNKRONOS

Claudio Antonelli

Gli eccessi burocratici

Per sfortunate circostanze, io, italiano all’estero, ho dovuto saggiare la logica burocratica dello Stivale.

Il Papa e la tragedia degli aborigeni canadesi

Nel corso del suo periplo in Canada, Papa Francesco ha chiesto scusa per il comportamento di certi indegni membri della Chiesa nelle scuole-convitto create per figli degli autoctoni, strappati alle loro famiglie. Basteranno queste scuse alle Prime Nazioni del Canada?

Il far politica alla maniera italiana

Anni fa, venendo a vivere in Canada, mi resi subito conto di certi aspetti un po’ grotteschi della realtà, di allora, di questo Paese.

La pandemia dell’amore su scena

La Tv ha banalizzato la violenza. Ma oggi è il sentimento dell’amore a saturare ogni trama e a far trionfare sullo schermo un romanticismo da mercato delle pulci.

“Perché nessuno è intervenuto?”

Si ritorna periodicamente, in Italia, a dibattere sull’obbligo di intervenire, in una situazione di pericolo, in soccorso di uno sconosciuto bisognoso di aiuto. Non c’è articolo di giornale che non condanni, ogni volta, l’indifferenza e l’inerzia degli astanti e dei passanti nei confronti della vittima di un’aggressione.

Storie e personaggi da conoscere -VII-

Di Jelsi erano i genitori di Nick e anche i suoi nonni sia paterni che materni. E a Jelsi la coppia Di Tempora ritornerà, dopo qualche anno trascorso a Campobasso, dove intanto era nato un figlio (1939), che fu chiamato Nicola come il nonno paterno.

Solidarietà, altruismo e fedeltà al passato -VI-

L’autenticità e la ricchezza di vita di Nick facilitano il compito della biografa. Alla quale in certi momenti è forse bastato ascoltarlo: “Nella mia famiglia il dare è stato come un seme piantato in me sin da bambino e cresciuto con l’esempio di chi amavo.”

La morte di Abraham B. Yehoshua

Giornali e TV in Italia hanno dato il meritato rilievo alla scomparsa di un grande romanziere e intellettuale israeliano: Abraham B. Yehoshua; un essere profondamente umano, con un grande rispetto per gli ‘arabi, “suoi cugini”.