
Reciprocità, colpe collettive, antisemitismo
Lo spaventoso conflitto in atto in Palestina mette in evidenza alcuni principi su cui è utile riflettere. Ad esempio la reciprocità, ossia il voler restituire il male che si è

Lo spaventoso conflitto in atto in Palestina mette in evidenza alcuni principi su cui è utile riflettere. Ad esempio la reciprocità, ossia il voler restituire il male che si è

Il conflitto tra palestinesi e israeliani è una questione complessa che impone cautela a chi ne discuta. Chi volesse trattare questo tema dovrebbe infatti respingere la logica binaria da partita di calcio, cara a tanti italiani.

Il tremendo conflitto in atto tra gli Israeliani e i Palestinesi, che giunge a noi attraverso delle immagini prescelte, avrebbe forse bisogno di testimoni sul campo del calibro di un Tony Vaccaro o di un Frank Monaco. Ma chi conosce oggi questi fotografi?

L’intellettuale israeliano Etgar Keret aveva osato ricorrere al termine “pogrom” per i fatti di sangue avvenuti nel villaggio palestinese di Hawara, e di altri villaggi vicini, presi d’assalto, la notte del 26 febbraio 2023 (quindi prima dell’attuale guerra iniziata da Hamas), con pietre e bottiglie incendiarie da centinaia di coloni ebrei che, appoggiati dai soldati, avevano messo a fuoco e devastato decine di case, distrutto automobili, picchiato e ferito gli abitanti, e causato un paio di morti.

Ecco alcuni miei giudizi, spero non avventati, suscitati dai cruenti avvenimenti in atto in Israele e nella Striscia di Gaza.

«Les fantômes du passé» (Lanoraie, Québec, Canada, 2022) è un libro che ho letto con grande interesse. Ne è autrice Paulina Popescu, immigrata romena dell’Ontario, la quale ci racconta la vicenda di Sabine, giovane donna vissuta in Romania e che infine approda da emigrante in Canada.

Nel libro a carattere biografico “Altrove – Intellettuali molisani nella diaspora” (2022), lo studioso molisano Norberto Lombardi ci presenta una ventina di espatriati distintisi nel campo della cultura. Tra questi c’imbattiamo in Corsi, Micone e Ciaccia.

La stampa canadese ha dato ampio spazio al forte contrasto sorto tra il Canada e l’India. In Italia la stampa si è occupata della morte di Giorgio Napolitano.

Giuseppe Mazzini: “Lavorando per la patria, lavoriamo per l’umanità.” Ed ecco cosa scrive al riguardo il generale Roberto Vannacci nel suo libro “Il mondo al contrario” (equiparato al Mein Kampf di Hitler dal giornalista Paolo Beducci, ospite di CFMB): “No! Non sono cittadino del mondo. Non credo alle patrie aperte, ideologiche o a quelle di tutti.

Il generale Roberto Vannacci, con il suo libro “Il mondo al contrario”, ha suscitato una tempesta di polemiche e pesanti accuse di razzismo e omofobia. Nel libro, in realtà, egli non fa che descrivere con spirito candido, pur se doloroso, la straordinaria decadenza dei costumi, dei valori e dei sentimenti un tempo considerati normali ma oggi messi al bando e vituperati.