Difficile parlare di cose serie in questa settimana di agosto, quando in Italia tutti sono in vacanza e il nostro giornale riprende le pubblicazioni. Allora parlo di vacanze e mi rivolgo soprattutto ai nostri connazionali che quest’anno hanno deciso di venire in Italia e magari rivedere il loro paesello. Ma, da quello che ho visto, non è affatto garantito.
La nuova tendenza è che, dopo qualche riflessione, si torna in Italia con gruppi familiari di 12-20 persone o più: nonni, figli, mogli e nipoti. E purtroppo, visto che i nonni magari pagano o contribuiscono alla vacanza ma non comandano niente, rivedono il loro paesello… con il binocolo. Due o tre giorni di vacanza, decise dai figli o dalle loro mogli, in Puglia, Costiera Amalfitana o Sicilia. Invece la vera vacanza è ritornare al proprio paese, almeno per due mesi. L’Italia funziona così: in inverno si ammoscia, ma al primo sole, da Pasqua in poi, gli italiani si risvegliano grazie ai vari ponti e alle vacanze corte nelle città d’arte. Poi, da maggio, iniziano le feste patronali e arriva l’estate. Non bisogna guardare il termometro per saperlo: quando andate in piazza una domenica mattina e notate che soprattutto gli uomini sono in pantaloni corti, sandali e magliette con scritte in inglese, vuol dire che l’estate è arrivata. Io vivo in campagna, a 6 km dal paese, e amo il mare. Come trascorro la mia estate? Luglio al mare e agosto al paese, dove quasi ogni sera ci sono attività… anche culturali. Pensate cosa mi aspetta questa settimana: lunedì 11 agosto la XXIX edizione di Artisti di… questa terra, con la partecipazione di Neri Marcorè e altri personaggi illustri; martedì sera a Casacalenda la proiezione del documentario Il campo seminato, una serie di racconti che parlano di storia e storie; mercoledì in Abruzzo per il 60° compleanno di un amico; giovedì, spero, riposo; e venerdì Ferragosto, festa che in Nord America non esiste e che più di qualche turista distratto scopre solo arrivando in Italia proprio quel giorno.
Quest’anno a Ferragosto, in Alaska, hanno deciso di incontrarsi Trump e Putin per parlare non di torcinelli, ma di pace tra Russia e Ucraina. Almeno è un inizio, senza dimenticare Gaza e i palestinesi. Sono sicuro che vi strapperò un sorriso parlando delle varie sagre in programma in questi giorni: a Civitanova del Sannio carne e patate sotto la coppa; a Lupara la sagra della ciabotta; a Montefalcone del Sannio la sagra della… capra; a Riccia la sagra della quaglia; e infine in Molise (è anche un paese che porta il nome della regione) la sagra dei torcinelli. Non aggiungo alcun commento perché mi manca lo spazio. Voi che mi leggerete, continuate a sognare.

Se Salvini… sapesse
In questi giorni di vacanze il politico più felice in Italia è il Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Lavori Pubblici, Matteo Salvini. Pare – ma il Ministro ne è convinto – che il famoso ponte sullo Stretto di Messina si farà e i lavori dovrebbero cominciare l’anno prossimo. Facciamo i migliori auguri al Ministro e parliamo un po’ di emigrazione.
Sono andato a trovare nel mio paese una signora che vive a Montréal e che ha 96 anni. È lucida e arzilla, e parliamo della nostra vita montrealese. Poi le chiedo se anche suo padre è stato, come si dice, emigrante in America. Mi racconta una bella storia. Nel 1929, sicuramente ignaro della crisi economica che aveva colpito Canada e Stati Uniti, suo padre, con altri cinque compaesani, decise di emigrare a Montréal. Al
loro arrivo, naturalmente, non c’era lavoro e dopo qualche mese decisero di emigrare clandestinamente negli Stati Uniti. I suoi amici furono subito fermati dalla polizia americana e rimpatriati, mentre suo padre, d’accordo con la padrona di casa portoghese, riuscì a scappare dalla porta sul retro all’arrivo degli agenti. Questo “giochetto” durò dieci anni, poi decise di assumere un avvocato riuscendo a ottenere la residenza e a lavorare regolarmente. Con i soldi guadagnati costruì la casa in cui mi trovavo e, tra una rimpatriata e un’altra, è riuscito pure a mettere al mondo cinque figlie. Una bella storia di emigrazione.





