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Aeroporti, hub silenziosi: Venezia modello italiano ‘meno annunci e più digitale’

(Adnkronos) – Gli aeroporti diventano sempre più silenziosi. La tendenza, nata soprattutto negli scali del Nord Europa, punta a ridurre al minimo gli annunci dagli altoparlanti e a trasferire le informazioni sui voli dagli impianti audio agli strumenti digitali. Tra i primi aeroporti ad adottare questo modello ci sono stati Amsterdam, Helsinki e Bristol. In Italia trai primi ‘silent airports’ l’hub ‘Marco Polo’ di Venezia, che circa dieci anni fa ha ridotto drasticamente gli annunci sonori. L’obiettivo, spiegano da Save, la società che gestisce il Polo Aeroportuale del Nord-Est, è duplice: “Ridurre l’inquinamento acustico e lo stress dei passeggeri”. Al ‘Marco Polo’ non vengono effettuate le tradizionali chiamate nominali attraverso gli altoparlanti. “Niente più chiamate per nome e niente annunci a voce – confermano all’Adnkronos da Save – se non in prossimità del gate di imbarco. Annunci più estesi vengono effettuati soltanto quando mancano passeggeri per un volo”. 

Le informazioni su partenze, ritardi e cambi di gate sono quindi affidate soprattutto ai tabelloni digitali e agli strumenti messi a disposizione dalle compagnie e dall’aeroporto. Il passeggero è così chiamato a controllare direttamente le informazioni relative al proprio volo, senza essere continuamente interrotto dagli annunci diffusi in tutto lo scalo. Questo non significa dover rinunciare completamente alla comunicazione vocale: “Gli annunci – spiegano – possono essere utilizzati quando sono necessari per l’operatività dello scalo, in particolare nelle situazioni che richiedono di raggiungere specifici passeggeri”. 

Il modello del ‘Marco Polo’ si accompagna a un processo di digitalizzazione sempre più esteso. “La nostra – sottolineano da Save – è una policy interna che sviluppiamo da oltre dieci anni. Una volta all’anno facciamo il punto con le associazioni dei non vedenti e degli ipovedenti”. Secondo la società, fino ad oggi “non sono state registrate lamentele da parte di passeggeri con queste disabilità e resta comunque disponibile l’assistenza del personale aeroportuale. Inoltre, la digitalizzazione dello scalo consente ai passeggeri di accedere anche alla mappa dell’aeroporto attraverso strumenti digitali”. Un modello che nel caso di Venezia – in questi giorni meta di atterraggio del jet set mondiale per la 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica – viene applicato in un hub che gestisce circa 80mila voli e 12 milioni di passeggeri all’anno. 

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