Roma, 11 set. (askanews) – Gennaro Gattuso guarda avanti dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia e parla del suo inizio sulla panchina della Lazio. “È un orgoglio essere qui”, dice il tecnico in un’intervista a Dazn, ribadendo la volontà di costruire a Formello un ambiente positivo e una mentalità precisa.
Gattuso torna anche sulla delusione vissuta con la Nazionale: “Fa male, brucia e lo farà per il resto della mia vita”. Ora però c’è la Lazio, un club del quale dice di percepire ogni giorno “tanta gente che ama”. La sconfitta con il Mantova, sottolinea, “ci sta in un percorso”: non è cambiato nulla nella sua convinzione, anche se uscire al primo turno “fa male e brucia”.
L’obiettivo, più che fissare un piazzamento, è dare un’identità alla squadra. “Non è importante dove arriveremo, ma la mentalità”, spiega Gattuso, che ha scelto un calcio più aggressivo e fisico rispetto a quello della precedente gestione Sarri. Un cambiamento che richiede tempo. “Abbiamo ancora i nostri pregi e difetti e forse li avremo sempre”, ammette, indicando nell’attacco uno dei principali margini di crescita, soprattutto negli ultimi 20-25 metri.
Tra i nuovi arrivati c’è Gudmundsson, che potrà essere utilizzato da falso nove o da esterno. Gattuso parla anche di Frattesi, giocatore che aveva convocato in Nazionale e che ora ritrova alla Lazio: “È un ragazzo intelligente che ha voglia di imparare”. Per il tecnico, comunque, il modulo conta relativamente: “Non è importante il modulo ma lo spirito e la mentalità, di come ti vuoi far riconoscere in campo”.
Il pensiero finale è per l’Olimpico e per i tifosi, assenti per la protesta in questo avvio di stagione. “Vedere l’Olimpico pieno è un mio sogno”, confessa Gattuso, ricordando la sensazione vissuta durante il Covid, quando anche lui era sulla panchina del Napoli. “Il calcio senza tifosi non è calcio”. Il tecnico rispetta la scelta della tifoseria e spera che “un giorno tutto questo finisca”: sarebbe anche il segnale che lui sarà ancora alla guida della Lazio.





