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Epidemia di varicella a Gaza: “Impossibile isolarsi”

Gaza City, 21 lug. (askanews) – Mentre non si fermano gli attacchi israeliani su Gaza, nei campi profughi gli sfollati palestinesi vivono l’impossibilità di un ritorno a una vita normale affrontando problemi di carenza di cibo, medicine e l’insorgere di epidemie di malattie contagiose come la varicella. Secondo l’Unicef dall’inizio di luglio sono 9.300 casi sospetti di varicella in tutta Gaza.

“Date le condizioni di guerra e sfollamento che stiamo vivendo, isolare i pazienti è praticamente impossibile – spiega il medico della Mezzaluna rossa Raed Abdel Karim Abu Sariya, Immaginate 10, 15 o 20 persone che vivono in una piccola tenda; dove troverebbero lo spazio per isolare la paziente?”

È quello che sta succedendo alla famiglia Saadeh: Ruba, 8 anni, si è ammalata, ma vivono tutti insieme in una tenda, impossibile isolarla, così come mantenere gli standard di igiene di quando avevano una casa.

“Prima facevo la doccia tutti i giorni, ma da quando siamo stati sfollati nei campi, mia madre mi versa solo dell’acqua sul viso – racconta la bambina – non c’è sapone, detersivo per il bucato, né spugna, né shampoo, né disinfettante per le mani. Cosa abbiamo fatto per meritare di vivere così? Con tutte queste eruzioni cutanee, nelle tende e senza riuscire a dormire a causa dei topi”.

L’acqua arriva solo una volta alla settimana, “e non è né fresca né pulita”, spiega la famiglia.

L’epidemia si sta diffondendo principalmente nella zona di Khan Younis, la più densamente popolata della Striscia. E così Ruba e il resto dei suoi familiari continuano a vivere tutti nella stessa tenda.

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