Siamo ormai in clima natalizio anche in Italia. Quest’anno, da noi, l’inverno è arrivato con un certo anticipo e, oltre al freddo, si è vista anche la neve. Dalle mie parti, invece, non è successo niente. Forse siamo dimenticati da Dio e dagli uomini. Non so perché le previsioni del tempo non ci azzeccano mai. Per quanto riguarda il freddo, poi, bisogna precisare che si parla di temperature tra lo 0 e i 9 gradi. Siamo in clima prenatalizio e mi sforzo di trovare delle buone notizie, che purtroppo sono rare. La squadra del cuore perde, è scomparsa Ornella Vanoni e abbiamo pianto per una settimana. Si sono svolte anche le elezioni regionali in Veneto, Campania e Puglia. E non è successo niente. Il Veneto è rimasto al centrodestra, mentre Campania e Puglia al centrosinistra. Dato preoccupante: la partecipazione al voto è scesa ancora, siamo al 40%. E, visto che ci siamo, in attesa di comprare l’albero di Natale, continuiamo a piangere. Alla morte di Ornella Vanoni si aggiunge anche quella di Nicola Pietrangeli, grande tennista insieme ad Adriano Panatta. I due, che con l’età non erano più amici come prima, erano divisi su Sinner. Pietrangeli, negli ultimi anni, faceva dichiarazioni un po’ provocatorie, mentre Panatta, che ci aveva visto bene, stravedeva e stravede per Sinner.

Buone e cattive notizie
Iniziamo dalla buona, ma non per il Sud. Parliamo della qualità della vita nelle città italiane, realizzata da Il Sole 24 Ore. Il Sud non ne esce bene. Trionfano le città del Nord, con Trento al primo posto e Bolzano al secondo. Al terzo posto troviamo Udine. Fino al decimo posto ci sono solo città del Nord, come Bergamo, Treviso, Padova e Parma. Per quanto riguarda le aree metropolitane, al quarto posto c’è Bologna e all’ottavo Milano. E il Sud? Cagliari è al 39° posto, Bari al 67°, Messina al 91°, Catania al 96°, Palermo un posto dopo, Napoli al 104°. Maglia nera, per il secondo anno consecutivo, Reggio Calabria. C’è poco da stare allegri, soprattutto al Sud, ed è per questo che in Italia i giovani continuano a emigrare: verso il Nord o l’estero. I problemi sono sempre gli stessi: l’invecchiamento della popolazione, le difficoltà economiche del Paese e la fiducia nel futuro, che si riflette nella scarsa propensione ad avere figli.
Incontri…
Dovrei fare una ricerca sui molisani che hanno varcato l’oceano e che hanno vissuto per un certo periodo in Canada o negli Stati Uniti. Lunedì scorso mi è venuta a trovare, per motivi personali, una coppia relativamente giovane che vive in un paese non lontano dal mio. Simpaticissimi, e come al solito, mentre prendevamo un caffè al bar, lui mi dice che, da bambino, ha vissuto a Montréal. Il padre, agricoltore, aveva detto alla famiglia che sarebbero andati in Canada per cinque anni, il tempo di risparmiare e avere abbastanza soldi per comprare una casa nel paesino in Molise. Promessa mantenuta, quindi questo signore sulla cinquantina ha trascorso la sua infanzia a Montréal. Parla del Canada con una certa nostalgia, mentalmente mi studia e si domanda come ho fatto a tornare in Italia. Poi parla delle figlie che lavorano e del loro salario. Una prendeva 4,50 euro all’ora e dopo qualche anno ora ne prende 5. Un salario da fame, che però le permette di non chiedere più soldi al padre per il gelato o le sigarette. E questa è una delle grandi piaghe del Sud ed è per questo che sono sempre più convinto di aver fatto la scelta giusta emigrando in Canada nel 1959. A Toronto, gli emigranti italiani baciano ancora i marciapiedi per la contentezza e la soddisfazione, mentre io mi congratulo con me stesso per aver fatto la scelta giusta, invece di
vivacchiare fino ai 30 anni in Italia.





