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Il mondo dell’immigrazione

Pluto, l’anticiclone africano, ci ha messo quasi ko con temperature che hanno superato i 30 gradi. Questa settimana, dicono gli esperti, le cose dovrebbero migliorare; ma avremo un’estate torrida con i soliti fenomeni temporaleschi che al Nord sono già iniziati. A soffrire per il caldo sarà soprattutto il Centro-Sud, dove la pioggia dovremmo vederla solo con il binocolo.

 

Nonostante l’afa, la scena politica è un po’ movimentata. Il governo vuole portare in porto la riforma della giustizia e il Procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, alla stazione televisiva La7, ha fatto il pelo e contropelo al Ministro della Giustizia Nordio. Alza la voce anche la Lega contro la proposta del Ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, che ha rispolverato la proposta dello Ius Scholae per diventare cittadini italiani. Giustizia e cittadinanza sono temi caldi e ho sentito molti commentatori della scena politica invocare il nome di Berlusconi. Molti pensano che con lui in vita certe riforme o proposte non si oserebbe nemmeno… pensarle.

 

Quest’anno il caldo estivo è arrivato in anticipo e sono contenti solo coloro che possono andare al mare o in montagna.

 

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Il mondo dell’immigrazione

Forse sono uno dei pochi che compra ancora i giornali. Che non si trovano facilmente. All’aeroporto di Fiumicino c’era, fino a qualche anno fa, una libreria Feltrinelli e, oltre ai libri, si potevano comprare riviste e giornali. Per me era un piacere entrarvi prima di imbarcarmi. Adesso è impossibile trovare una libreria o una rivendita di giornali all’aeroporto di Roma. Almeno io non ci sono riuscito.

 

Non ho difficoltà dalle mie parti, dove in quasi ogni paese si trovano ancora i giornali. Spesso si trovano in qualche bar o cartoleria.

 

Per farla breve, sabato vado a comprare il giornale a Larino. Generalmente leggo La Repubblica, ma il sabato preferisco La Stampa, che però era esaurita. Ero indeciso se comprare Il Fatto Quotidiano o un altro giornale, e ripiego su Domani, il nuovo giornale edito dall’ing. Carlo De Benedetti che ci sta rimettendo l’osso del collo.

 

Quando arrivo alla cassa, il proprietario mi guarda sorpreso e mi dice che è la prima volta che vende una copia di questo giornale, che ho trovato interessante. In prima pagina le solite cose: i dazi di Trump che rischiano di colpire il Made in Italy, l’Europa che non conta più niente, l’esplosione al quartiere Prenestino a Roma causata mentre un camion cisterna faceva rifornimento di GPL. Ma ad attrarre la mia attenzione è stato un articolo sugli emigranti, braccianti dimenticati che lavorano nei campi del Foggiano da “sole a sole” e vivono in baraccopoli.

 

C’è, tra mille difficoltà, chi ce la fa come Mohammed, che ha cominciato col riparare motorini nel ghetto di Foggia e ora fa il meccanico con un contratto a tempo indeterminato. Ma rappresenta una rarità, perché secondo Enrico Somaglia dell’Effat (European Federation of Food, Agriculture and Tourism Unions) non c’è la volontà politica per superare l’attuale sistema perché questo modello serve all’industria agroalimentare che è basata sullo sfruttamento della manodopera a basso costo.

 

Si dovrebbe muovere il governo italiano e anche quello europeo per lottare contro il caporalato, un’altra piaga che permette di sfruttare lavoratori irregolari che ricevono salari da fame. Di Mohammed ce ne sono ancora pochi. Troppo pochi.

 

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