Roma, 6 lug. (askanews) – L’intelligenza artificiale avanza a “velocità incontrollata” e sta già trasformando economie, lavoro, elezioni e sicurezza, ma viene dispiegata più rapidamente di quanto governi, società e perfino chi la costruisce riescano a gestirla. Lo ha detto il segretario generale delle Nazioni unite Antonio Guterres aprendo a Ginevra il primo Dialogo globale sulla governance dell’intelligenza artificiale.
“Sulle nostre società si sta conducendo un esperimento, senza un piano e senza consenso. Questo non è sostenibile. E non è accettabile”, ha affermato Guterres, sottolineando che per la prima volta tutti i Paesi siedono allo stesso tavolo per discutere le regole dell’Ia.
Il segretario generale ha indicato tre avvertimenti contenuti nel primo rapporto del Panel scientifico internazionale indipendente sull’intelligenza artificiale, composto da 40 esperti di tutte le regioni del mondo. Il primo riguarda la velocità: Internet ha impiegato 15 anni per raggiungere un miliardo di persone, mentre l’Ia ci è arrivata in due. “Le nostre istituzioni sono state costruite per governare macchine che seguono comandi. Non sono pronte per macchine che decidono”, ha detto.
Il secondo allarme riguarda la concentrazione del potere. Secondo Guterres, capacità di calcolo, dati e talenti dietro i sistemi più avanzati sono concentrati in poche aziende e pochi Paesi, mentre molte nazioni, incluse quelle in via di sviluppo, non hanno avuto voce in decisioni che plasmeranno il loro futuro. “Quando gli squilibri di potere sono incorporati nella tecnologia, la disuguaglianza diventa parte del codice”, ha avvertito.
Il terzo avvertimento riguarda la verità. Le menzogne generate dalle macchine possono ormai persuadere quanto la verità e le prove autentiche possono essere liquidate come false. “Una società che non riesce a mettersi d’accordo su ciò che è reale non può difendersi”, ha detto Guterres.
Il capo dell’Onu ha però insistito anche sul potenziale positivo dell’Ia, dalla sanità all’istruzione, dall’agricoltura allo sviluppo dei Paesi più poveri. “Usata bene e condivisa ampiamente, l’Ia potrebbe comprimere decenni di sviluppo in anni. Potrebbe diventare il grande equalizzatore del ventunesimo secolo”, ha detto. Ma la scelta, ha aggiunto, è tra “governare per progettazione” o “andare alla deriva per inerzia”.
Guterres ha indicato quattro priorità. La prima è la sicurezza, con standard comuni per testare i sistemi, misurare i rischi e attribuire responsabilità. In particolare, ha lanciato un appello per un “AI Child Safety Pledge”, un impegno per la sicurezza dei minori davanti all’Ia: nessun sistema accessibile ai bambini dovrebbe essere distribuito senza test specifici e supervisione indipendente; tolleranza zero per immagini di abuso sessuale su minori generate dall’Ia; obbligo di collegare un bambino in crisi a un sostegno umano reale.
“Nessun bambino dovrebbe essere una cavia per un’Ia non regolata”, ha affermato. “Quando un bambino viene danneggiato, la risposta non deve mai essere: è stato l’algoritmo”.
La seconda priorità è fissare linee rosse. “I diritti umani non sono negoziabili”, ha detto Guterres. Nei settori ad alto impatto, come giustizia, sanità e polizia, le macchine possono informare, ma devono essere gli esseri umani a decidere e a risponderne.
La terza priorità è la capacità. Il segretario generale ha ricordato che lo scorso anno gli investimenti privati nelle infrastrutture per l’Ia si sono avvicinati a 500 miliardi di dollari, mentre gli investimenti pubblici nella capacità dei Paesi in via di sviluppo restano minimi. Per questo ha annunciato che presenterà all’Assemblea generale raccomandazioni per un Fondo globale per l’Ia, destinato a costruire competenze, dati e potenza di calcolo accessibile ovunque.
La quarta priorità è la trasparenza ambientale. Guterres ha ricordato che i data center consumano già più elettricità della maggior parte dei Paesi e che entro il 2030 potrebbero usare più energia di tutti gli Stati tranne cinque. Ha quindi richiamato l’iniziativa Onu per la trasparenza ambientale dell’Ia, chiedendo alle grandi aziende di misurare e rendere pubblica l’impronta dei loro sistemi in termini di carbonio, acqua e suolo, e di alimentare tutti i data center con energie rinnovabili entro il 2030.
Guterres ha poi affrontato il tema militare, pur ricordando che il Dialogo globale riguarda l’Ia civile. I modelli e i chip usati nel settore civile, ha avvertito, sono già arrivati sul campo di battaglia. La sua principale preoccupazione riguarda i sistemi d’arma autonomi letali. “Chiamiamoli per quello che sono: robot assassini”, ha detto. “Macchine che selezionano e ingaggiano il bersaglio e tolgono una vita senza controllo e giudizio umano. E’ moralmente ripugnante. E’ politicamente inaccettabile. E deve essere vietato dal diritto internazionale”.
Secondo Guterres, la governance non è nemica dell’innovazione, ma la condizione perché l’Ia sia affidabile. “Se l’Ia deve essere potente, deve essere governata. Se deve essere affidabile, chi la costruisce deve risponderne. Se deve essere globale, deve essere equa. E se deve servire il futuro, non deve consumare il futuro”, ha detto.
Il segretario generale ha concluso sostenendo che l’attuale generazione potrebbe essere “l’ultima in grado di stabilire i termini” della convivenza tra umanità e macchine. “La porta è ancora aperta. Ma non resterà aperta a lungo”, ha affermato, auspicando che il Dialogo di Ginevra sia ricordato come il momento in cui “la governance ha iniziato a raggiungere la tecnologia”.





