
MONTRÉAL – Lo sapevate che questo weekend si terrà la prima tappa della Coppa del Mondo di tuffi? E sì, ci sarà anche la squadra italiana! Sono una grandissima appassionata e il pensiero di poter assistere dal vivo a una competizione di questo livello mi elettrizza. In più, ho avuto il piacere di intervistare Sarah Jodoin Di Maria, atleta olimpica italocanadese che gareggia per il nostro Belpaese.
Ma prima di raccontarvi il mio incontro con Sarah, facciamo un po’ di chiarezza sul contesto della gara. Nel mondo dei tuffi, le grandi competizioni fanno capo a World Aquatics. La Coppa del Mondo è un circuito annuale a tappe, mentre i Mondiali si disputano ogni due anni e le Olimpiadi, ogni quattro, restano il traguardo più ambito. Il circuito prevede due tappe e una Super Finale: quest’anno si parte da Montréal (26 febbraio – 1° marzo 2026), poi Zapopan, in Messico (5–8 marzo), e si chiude a Pechino (1–3 maggio), con i migliori qualificati. Montreal non è nuova ai grandi eventi acquatici: città olimpica dal 1976, ha ospitato anche i Mondiali del 2005 e diverse tappe internazionali negli anni.

Dal 26 febbraio al 1° marzo, al Parc Olympique, più di 120 atleti provenienti da oltre 20 nazioni si sfideranno per la prima tappa della Coppa del Mondo. Tra gli italiani in gara ci saranno Stefano Belotti, Simone Conte, Riccardo Giovannini, Sarah Jodoin Di Maria, Lorenzo Marsaglia, Elisa Pizzini e Giovanni Tocci. I biglietti sono disponibili online, con prezzi che variano in base alla posizione. Per chi volesse conoscere il programma completo e tutti i dettagli delle gare è possibile consultare il sito dell’evento.
Con questa panoramica sulla competizione, possiamo finalmente passare al pezzo forte: la mia intervista a Sarah Jodoin Di Maria, che ci racconta la sua esperienza, le emozioni e le sfide di gareggiare ai massimi livelli per l’Italia, tra allenamenti intensi, sacrifici e grandi soddisfazioni. Sarah è nata a Montréal da padre italiano, originario di Bologna, e grazie alla doppia cittadinanza ha potuto scegliere di rappresentare l’Italia. Dopo aver iniziato con la ginnastica artistica, nel 2012 si innamora dei tuffi guardando le Olimpiadi. Per un periodo prova a conciliare sci, ginnastica e tuffi, ma presto capisce che è impossibile: “Ho fatto un anno in cui ho provato a fare tutti e tre insieme e poi sono stata malissimo. Mi allenavo 50 ore a settimana”. Nel 2016 decide di guardarsi intorno e contatta Domenico Rinaldi, ex atleta olimpionico e all’epoca direttore tecnico del settore giovanile. Dopo un collegiale in Italia, nel 2018 sceglie di trasferirsi a Roma: “All’inizio ho fatto un anno di stop perché serviva la liberatoria dal Canada. Non è stato semplice, ma alla fine tutto è andato bene”, ci racconta. Da lì inizia il salto definitivo: le Olimpiadi di Tokyo 2020 e poi Parigi 2024. Dopo l’ultima esperienza olimpica aveva pensato di fermarsi, ma passione e risultati l’hanno convinta a puntare a Los Angeles 2028. Attualmente continua a gareggiare per l’Italia, guidata da Tommaso Marconi, e si allena a Montréal, al Complexe Sportif Claude-Robillard con il club CAMO, sotto la guida di Cesar Henderson: “Mi alleno tutti i giorni dalle otto alle due, tra acqua e palestra, con i pesi tre volte a settimana”. Parallelamente ha conseguito una laurea in Lingue e Mercati, una in Design del Prodotto e sta terminando una magistrale in Comunicazione e Marketing digitale. La passione per lo studio non le manca!
Nelle gare nazionali rappresenta il gruppo sportivo della Marina, mentre all’estero veste la maglia azzurra. “È un grande aiuto. I gruppi militari supportano gli atleti finanziariamente e permettono di concentrarsi sullo sport, offrendo anche prospettive future”. Tra i momenti più memorabili della sua carriera ci sono le grandi competizioni internazionali degli ultimi anni: “Parigi 2024 è stata incredibile, con la piscina piena di gente. Il Mondiale di Doha 2024 è stato emozionante perché dovevo qualificarmi per le Olimpiadi e alla fine ce l’ho fatta. E diventare campionessa europea in Turchia 2025 è stato un sogno finalmente realizzato”, ci spiega Sarah. E il futuro? “Non mi vedo fare altro in questo momento. Mi piacerebbe allenare, ma intanto porto avanti anche gli studi, così da avere un piano B”. Intanto però il presente è fatto di gare, e gareggiare a Montréal, la sua città natale, ha un sapore speciale: “È sempre bello tornare qui. Viene tutta la mia famiglia, tante amiche… Non vedo l’ora di competere davanti a loro. Sarà davvero speciale”. Io sarò lì, pronta a fare il tifo per Sarah e per tutti i nostri azzurri. E voi?





