Roma, 17 nov. (askanews) – Oltre lo sport, oltre la vetta, oltre il gesto di conquista: la montagna che ci osserva, rovesciando lo sguardo, ci restituisce limmagine del nostro tempo. È da qui che nasce White Entropy, nuova mostra di Jacopo Di Cera – a cura di Massimo Ciampa – e inedita tappa di un percorso di ricerca sociale e poetico riconoscibile, che il fotografo ha avviato da tempo portando le sue fotografie zenitali da Dubai a Roma, da Parigi a Milano.
Ed è proprio qui, nellarea PhotoSquare dellAeroporto di Milano Malpensa – il contemporaneo spazio espositivo dellaeroporto lombardo crocevia internazionale per milioni di passeggeri in transito ogni giorno che dal 4 dicembre 2025 al 31 marzo 2026 lartista invita a rallentare e osservare, con una mostra e uninstallazione site specific che trasforma il paesaggio in coscienza e laltitudine in pensiero.
Protagonista assoluta: la montagna, immortalata e raccontata in un dialogo tra arte, fotografia e sostenibilità.
DallAlpe di Siusi al Monte Bianco, dalla Val di Fassa alla Val Badia, passando per Roccaraso, Cortina dAmpezzo e Madonna di Campiglio con White Entropy – iniziativa inserita nellambito dellOlimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 – Di Cera propone una lettura inattesa della montagna che nasce dallincontro tra due forze opposte e complementari: il bianco come simbolo di purezza, silenzio e immobilità apparente, e lentropia come principio fisico e metafora del tempo, della perdita e della trasformazione.
Non più soltanto destinazione dello sport, ma luogo di ascolto e consapevolezza, gli scatti zenitali di Di Cera ribaltano il punto di vista, trasformano la montagna in un corpo vivente, testimone silenzioso del passaggio umano. Dallalto, la montagna osserva luomo che la attraversa e, camminandoci sopra, ne accelera la dissoluzione.
Si parte dai paesaggi inviolati per arrivare allimpatto dellimpronta umana. Dallalto, la montagna appare prima come corpo puro, modellato solo dal tempo e dal vento; poi, lentamente, la figura umana incide, fino a quando la folla invade, consuma, trasforma il bianco in trama e la neve in superficie percorsa. È qui che, attraverso unopera site specific immersiva di grande impatto, Jacopo Di Cera coinvolge il passante e il visitatore, dedicando una riflessione alla testimonianza dei ghiacciai del Monte Bianco dove, letteralmente, la nostra azione lascia quotidianamente limpronta. Nel percorso espositivo, linstallazione rappresenta un momento di sintesi e consapevolezza: il punto di vista zenitale, lo stesso usato nelle fotografie della mostra, qui si ribalta. Dallalto la montagna ci osserva, ma è luomo, ora, a calpestare il suo volto camminando sulla monumentale riproduzione su carta fotografica del letto del ghiacciaio.
Ogni passo lascia un segno, altera e consuma limmagine, come il ghiacciaio che si scioglie sotto il peso delle nostre azioni. Lo spazio di passaggio dellaeroporto, spesso veloce e disattento, si trasforma così in spazio di riflessione lenta, che attraverso locchio fotografico dellartista, impone una sospensione: un invito a guardare, a ricordare, a lasciare che lo sguardo torni ad avere peso.
Inserita nellambito dellOlimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, la mostra è promossa da SEA Milan Airports e realizzata da GLAC Consulting con la collaborazione di Deodato Arte. Media Partner Artuu Magazine. L’artista Jacopo Di Cera – rappresentato da Deodato Arte – sarà inoltre protagonista di una mostra personale all’interno della sede principale della galleria nel gennaio 2026.
Jacopo Di Cera. Nato a Milano nel 1981, dopo una lunga esperienza nella comunicazione si trasferisce a Roma dedicandosi alla fotografia e studiando con maestri internazionali. Nel 2010 è tra i vincitori del concorso del National Geographic. Nel 2016 elabora il Fotomaterismo, un linguaggio che unisce fotografia e materia, con il progetto Fino alla Fine del Mare dedicato alle barche dei migranti di Lampedusa. Lopera ottiene ampio successo ed è esposta in importanti sedi come il PAN di Napoli, Paris Photo, MIA Fair, Les Rencontres dArles, Paratissima e Ginevra Atelier Photo. Nel 2017 partecipa alla Biennale di Venezia e presenta le sue opere sullimbarcazione Edipo Re di Pasolini e alla Galleria Accorsi. Prosegue con i progetti Il Rumore dellAssenza, dedicato al terremoto di Amatrice, e MiRo, indagine sul pendolarismo tra Milano e Roma. Dal 2017 sperimenta luso dei droni nel progetto Sospesi, dedicato alle relazioni umane viste dallalto. Nel 2020 si avvicina allarte digitale con Infinity e altre opere, esposte in mostre a Roma, Milano e in eventi internazionali a Miami, New York, Dubai, Lisbona e Parigi. Nel 2024 rappresenta lItalia alla Dubai Art Fair, dove nel 2025 realizza linstallazione principale Retreat sul tema del cambiamento climatico. Le sue opere, tra fotografia e arte digitale, sono oggi presenti in gallerie e collezioni private in Italia e allestero.
