In settimana Justin Trudeau si recherà a Rideau Hall per dimettersi e l’ex Governatore della Banca centrale diventerà il 24° Primo Ministro del Canada. Il 24 marzo riprenderanno i lavori parlamentari e lo scenario più probabile resta quello del voto anticipato. L’ex Ministro italo-canadese Marco Mendicino sarà il capo di cabinetto
OTTAWA – ll Partito Liberale del Canada ha scelto come suo prossimo leader e Premier del Paese Mark Carney. L’economista ex Governatore della Banca centrale del Canada e dell’Inghilterra ha trionfato con l’85,9% dei suffragi, ovvero con il consenso di 131.674 delegati su 151.899 partecipanti al voto. Abissali i distacchi per gli avversari: Chrystie Freeland all’8%, Karina Gould al 3,2% e Frank Baylis al 3%. Una vittoria schiacciante giunta al termine di una votazione iniziata il 26 febbraio e il cui esito è stato annunciato dopo il discorso di addio di Justin Trudeau, domenica 9 marzo, al Rogers Centre di Ottawa, davanti a circa 2.000 membri liberali. Parlando ai suoi sostenitori, il Premier uscente ha messo in guardia sui rischi che il Paese si trova ad affrontare. “Ci troviamo di fronte a una sfida esistenziale” a causa delle minacce che arrivano da Donald Trump, ha detto Trudeau. “La libertà non è scontata, anche il Canada non lo è”, ha aggiunto. In un discorso pronunciato in gran parte in inglese, Mark Carney ha adottato un tono sicuro e determinato, ma allo stesso tempo molto incisivo nei confronti del Presidente americano Donald Trump e del leader conservatore Pierre Poilievre. “La posta in gioco è alta. Abbiamo fatto di questo Paese il più grande al mondo e ora il nostro vicino ci vuole. Non accadrà. È impossibile”, ha detto Carney poco prima di essere proclamato vincitore. Il Premier in pectore ha poi colto l’occasione per evidenziare le differenze fondamentali tra il Canada e gli Stati Uniti: “Negli Stati Uniti, la sanità è un’industria molto redditizia. In Canada, è un diritto. L’America è un melting pot. Il Canada è un mosaico.

Negli Usa non si riconoscono le differenze, non si riconoscono le Prime Nazioni e la lingua francese non sarebbe tutelata”. Il nuovo leader liberale ha subito preso le distanze dal suo precedessore. Dopo averlo ringraziato per i suoi numerosi successi, ha ribadito l’intenzione di abbandonare la tariffa sul carbonio e la riforma della tassa sul guadagno in capitale. L’ex Governatore della Banca centrale ha puntato tutta la sua campagna elettorale sull’economia, suo punto di forza, promettendo di rilanciare il Canada e di far scendere i prezzi delle case grazie a 4 milioni di nuove abitazioni che metterà a disposizione nei prossimi anni. “Accelerando il processo decisionale sui progetti più importanti, il Canada sarà in grado di ridurre i costi, attirare più investimenti, creare più posti di lavoro e costruire l’economia più forte del G7”, ha detto. Promesse economiche che Carney non troverà facili da realizzare nel mezzo della guerra commerciale avviata da Trump. I dazi americani rischiano di piegare un’economia canadese già debole e il pericolo è quello di un recessione in piena campagna elettorale. Il conto alla rovescia per il nuovo governo è già cominciato. Justin Trudeau potrebbe recarsi a Rideau Hall, la residenza ufficiale della Governatrice Generale, Mary Simon, già mercoledì 12 marzo (o al messimo venerdì 14) per rassegnare le proprie dimissioni. Lo stesso giorno Mark Carney potrebbe diventare il 24° Primo Ministro del Canada. Carney dovrà poi presentare un nuovo governo; potrebbe scegliere di confermare in blocco l’esecutivo che eredita da Trudeau oppure decidere di procedere con un robusto rimpasto. Secondo quanto appreso da Radio-Canada, l’ex Ministro della Pubblica Sicurezza Marco Mendicino, escluso dal governo di Justin Trudeau, è stato scelto da Mark Carney per ricoprire l’incarico di capo di cabinetto durante la transizione. Lunedì 24 marzo, poi, riprenderanno i lavori parlamentari dopo la lunga pausa provocata dalla ‘prorogation’ richiesta da Trudeau. In aula, dovrebbe concretizzarsi lo scenario del voto anticipato (le prime date che circolano sono quelle del 28 aprile e del 5 maggio). Il Partito Conservatore, infatti, ha ribadito che è pronta una mozione di sfiducia per il nuovo Primo Ministro, che sarà appoggiata sicuramente anche dal Bloc Quebecois e probabilmente dall’NDP, nonostante i tentennamenti delle ultime settimane. (V.G.)