Roma, 13 gen. (askanews) – In una lettera aperta inviata alla European Film Academy, nomi celebri del mondo del cinema e della cultura internazionali – tra i firmatari Annie Ernaux, Roger Waters, Minervini, Riondino, Sabina Guzzanti, Gaia Furrer – il coordinamento di artisti nato a Venezia 82, Venice 4 Palestine, lancia un appello contro i massacri ancora in corso nella Striscia di Gaza.
“‘Fermate gli orologi, spegnete le stelle’: cominciava così la nostra chiamata alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia. Sono passati quasi 5 mesi e le immagini che ci arrivano direttamente dai territori palestinesi (quelle immagini che ad oggi sono costate la vita a quasi 300 operatori dellinformazione palestinesi) confermano quotidianamente che il cosiddetto ‘processo di pace’, paravento di accordo tra potenze occidentali e arabe alleate, la pace non lha portata, ancor meno la giustizia, ma ha fatto sì che la soglia di attenzione mondiale si abbassasse drasticamente. Risultato: Israele continua impunemente a commettere crimini contro lumanità. E noi non vogliamo assistere immobili alla normalizzazione di questa tragedia”, si legge nella lettera.
“A Gaza si continua a morire. Il governo Netanyahu impedisce lingresso di cibo, generi di prima necessità, aiuti umanitari, medicine. A 37 organizzazioni umanitarie che nella Striscia operavano tra rischi e difficoltà, dal primo gennaio è stato reso impossibile laccesso. Mentre in Cisgiordania le invasioni dei coloni israeliani protetti dallesercito sono sempre più letali, linverno è arrivato e miete ulteriori vittime”, prosegue il testo.
“Come artisti, autori, lavoratori del cinema e attivisti, essere a fianco della Palestina è ancora più necessario, proprio adesso che la crescente politica di repressione del dissenso, di criminalizzazione delle proteste e la persecuzione penale di singoli attivisti e organizzazioni aumentano quotidianamente: di Palestina si parla solo in termini di provvedimenti giudiziari nei confronti di associazioni ed attivisti”, affermano
Molti governi europei hanno già adottato la definizione di antisemitismo formulata dallIHRA (International Holocaust Remembrance Alliance): una definizione fallace ma fondamentale per la narrazione sionista perché equipara volontariamente le legittime critiche al governo di Israele a delle espressioni di antisemitismo. Questo conferma la stretta repressiva e censoria che è sempre più schiacciante in Europa e in linea con linquietante tendenza a delegittimare il Diritto Internazionale, tanto quanto i diritti civili e sociali. La normalizzazione della repressione di ogni dissenso (anti sionista o di qualunque altro tipo), così come il capovolgimento delle narrazioni, sono sotto gli occhi di tutt? noi. Per questo non possiamo distogliere lo sguardo dalla Palestina, perché la Palestina oggi rappresenta tutte le oppressioni e tutte le ingiustizie che avvengono nel mondo.
Lo sguardo è lingrediente fondamentale del cinema: la difficoltà di questo momento ci deve rendere ancora più motivat? proprio perché il mondo del cinema ha sempre a che fare con il mondo reale. Larte è mezzo di trasformazione, di testimonianza, di comprensione profonda del mondo, di rappresentazione dellumano e di sviluppo della coscienza critica: uno straordinario mezzo di riflessione, di partecipazione attiva e di resistenza che ha il dovere di rispondere alla deresponsabilizzazione e al crescente silenzio sulla Palestina. Occorre ancora ricordare che la semantica, il linguaggio, le parole e le immagini, non sono accessori, sono una forma di resistenza sostanziale. Se così non fosse, ancora una volta, dovremmo pensare di arrenderci davvero allevidenza che essere cineast? o giornalist?, oggi, non ha più alcun senso.
Noi vogliamo continuare a credere nel cinema e nelle persone che il cinema lo fanno, che lo amano e che lo guardano. E che lo celebrano. Ricordiamolo: opere candidate questanno agli EFA come The Voice of Hind Rajab e With Hasan in Gaza raccontano di persone vere, di bombardamenti veri, di crimini veri, perpetrati dal Governo Netanyahu anche con la complicità dei nostri Paesi. Possiamo unirci alla loro forma di resistenza. Possiamo essere allaltezza di queste opere e continuare ben oltre il tempo di un film a raccontare la verità in tutti gli spazi che attraversiamo prima che questa venga oscurata dalle narrazioni capovolte degli oppressori.
Esortiamo quindi coloro che parteciperanno sabato 17 gennaio alla cerimonia degli European Film Awards a Berlino, che calcheranno il tappeto rosso, che saliranno sul palco per premiare o per essere premiat?, a prendere posizione contro lapartheid, il genocidio, la pulizia etnica e loccupazione della Palestina, ad esprimere dissenso e reclamare la liberazione del popolo palestinese, a farlo creativamente nel segno delle nostre capacità artistiche e comunicative.
La Paura mangia lAnima ammoniva un tempo Fassbinder. E allora esortiamo tutt? a non avere paura perché è ancora tanto quello che possiamo fare. Possiamo cominciare noi stess? a fare quello che i nostri governi non fanno, nonostante lONU abbia sancito lesistenza del genocidio in corso. Possiamo cominciare noi, interrompendo la complicità con Israele e i suoi ambasciatori culturali. Possono cominciare il cinema europeo e gli European Film Awards, in questo momento storico, diventando occasione per esprimere anche i nostri sentimenti e i nostri pensieri più scomodi, soprattutto se riusciamo tutt? ad avere un po più di coraggio.
Free Palestine.
Free the World.
Venice 4 Palestine
con
Graziella Bildesheim
Kostantin Bojanov
Sonia Bergamasco
Luciana Castellina
Francesco Costabile
Celeste Dalla Porta
Leonardo Di Costanzo
Anna Di Francisca
Juliette Duret
Annie Ernaux
Abbas Fahdel
Gaia Furrer
Ivan Gergolet
Fabrizio Gifuni
Sabina Guzzanti
Tecla Insolia
Luigi Lo Cascio
Alina Marazzi
Roberto Minervini
Teona Mitevska
Laura Morante
Lino Musella
Arab Nasser
Tarzan Nasser
Claudio Noce
Bruno Olivieri
Raffaele Oriani
Gianfilippo Pedote
Sara Petraglia
Edoardo Purgatori
Desideria Rayner
Michele Riondino
Sergio Rubini
Fausto Russo Alesi
Valia Santella
Céline Sciamma
Ezzaldeen Shalh
Claire Simon
Eyal Sivan
Jasmine Trinca
Antonia Truppo
Yanis Varoufakis
Roger Waters
Jessica Woodworth
e
La Palestine Sauvera le Cinema
UICD – Unione Italiana Casting Directors
