(Adnkronos) –
Mini attacchi nello Stretto di Hormuz. E’ la nuova strategia che Donald Trump e i suoi consiglieri più stretti stanno valutando per colpire l’Iran e per impedire a Teheran di ricostituire le proprie capacità radar e missilistiche. L’obiettivo degli Stati Uniti, secondo il quadro delineato da Axios, è impedire che la Repubblica islamica prenda di mira le petroliere in transito nello Stretto. Il piano è stato elaborato nell’ultima settimana dal Comando centrale statunitense e ha ricevuto il sostegno del segretario alla Difesa, Pete Hegseth, spiega la testata, aggiungendo che non era stato approvato da Trump prima dello scambio di attacchi tra Washington e Teheran nel fine settimana. Secondo i funzionari, adesso il presidente potrebbe dare il via libera proprio alla luce della nuova escalation.
Obiettivo, ha spiegato un funzionario citato da Axios, è ridurre il rischio di attacchi iraniani contro petroliere, navi della Marina Usa e aerei dell’Aeronautica: si tratterebbe, secondo la fonte, di “mow the lawn” (“falciare il prato”), un’espressione che indica interventi periodici di contenimento. “Il presidente mantiene tutte le opzioni a sua disposizione”, ha detto ad Axios un portavoce della Casa Bianca, aggiungendo che gli iraniani “vogliono fare un accordo”, ma sono “sempre in ritardo” e possono contare su meno risorse finanziarie.
Non è allo studio, insomma, un’offensiva su larga scala. Lo lascia intendere lo stesso Trump rispondendo alle domande sui raid condotti nella notte tra domenica e lunedì contro l’isola di Larak, con il primo attacco americano dopo un mese di ‘silenzio’. “E’ stata un’azione molto limitata”, dice nello Studio Ovale. “L’Iran è una nazione fallita, hanno un’inflazione al 350% e non hanno moneta. Non riescono a pagare le forze armate, non sanno nemmeno chi sia il leader. Lo Stretto di Hormuz è in ottime condizioni, passano circa 30 navi ogni notte: sono tante”, dice descrivendo un quadro estremamente positivo. La strategia dei ‘piccoli passi’ non sarebbe legata alla scarsità di munizioni. Trump, per l’ennesima volta, smentisce le voci relative a scorte ridotte: “Abbiamo così tante munizioni in tutto il mondo, possiamo prenderle quando vogliamo. Questa è una guerra relativamente piccola…”. L’umore peggiora solo quando una giornalista chiede se gli Stati Uniti considerino l’uso di armi nucleari contro l’Iran: “Li abbiamo sconfitti militarmente e dovrei usare l’arma nucleare? Che domanda stupida…”.





