Roma, 19 ott. (askanews) – Può l’arte curare la mente? È questa la domanda intorno alla quale si è svolto presso la Libreria Feltrinelli di Largo Argentina a Roma l’incontro su come i linguaggi creativi possano essere dei veri alleati nei percorsi di cura dei giovani. A supporto di questa convinzione, sono stati presentati i risultati del progetto Art4Mind promosso da Unhate Foundation, realtà del terzo settore ideata da Alessandro Benetton e sostenuta da Mundys, Edizione e Aeroporti di Roma in collaborazione con la UOC di Psichiatria Clinica e d’Urgenza della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli, che dimostrano, con i fatti, come il benessere psicologico sia strettamente legato alle arti.
Le parole di Irene Boni, Consigliere Delegato di Unhate Foundation: “Il benessere psicologico è una condizione fondamentale perché un giovane possa riconoscere il proprio valore, costruire relazioni e riuscire a immaginare il proprio futuro. Oggi vediamo crescere fragilità che non possono essere affrontate solo quando diventano emergenza: abbiamo bisogno di creare più spazi, linguaggi e opportunità attraverso cui ragazze e ragazzi possano esprimersi e ritrovare risorse. È da questa convinzione che nasce Art4Mind. Con il Gemelli abbiamo scelto di non limitarci a finanziare dei laboratori artistici, ma di costruire una vera sperimentazione, mettendo insieme competenze cliniche, artistiche e culturali e misurandone gli effetti. I primi risultati, ancora preliminari, sono molto incoraggianti: ci dicono che vale la pena continuare. La nostra ambizione ora è consolidare le evidenze, ampliare il numero di giovani coinvolti e capire se questo approccio possa diventare un modello replicabile anche in altri contesti di cura e di prevenzione. È esattamente il ruolo che immaginiamo per Unhate: connettere mondi diversi per trasformare buone intuizioni in opportunità concrete e, quando funzionano, accessibili a sempre più giovani.”
La valutazione scientifica condotta dal Policlinico Gemelli evidenzia un impatto favorevole su diverse dimensioni psicologiche e riabilitative: la resilienza ha registrato un incremento significativo da 25,9 a 29,3 punti (p = 0,035) con un miglioramento nel 62,5% dei partecipanti. Anche la regolazione emotiva può constatare un miglioramento nel 75% dei giovani coinvolti, il dato individuale più elevato, mentre i sintomi depressivi sono stati ridotti in media di oltre 3 punti al BDI-II (Beck Depression Inventory) con un miglioramento nel 70,8% dei partecipanti. Per l’aderenza terapeutica, invece, aumento da 22,3 a 24,1 punti, con trend verso la significatività (p = 0,055). Stress, ansia e distress psicologico migliorati individualmente tra il 54% e il 58%. Infine, segnali positivi nelle dimensioni di alienazione e approvazione degli stereotipi.
L’intervista a Gabriele Sani, Direttore della UOC di Psichiatria della Fondazione Policlinico A. Gemelli IRCCS: “Questo è un giorno molto importante di cui siamo veramente felici. È la fine di un primo percorso nel quale abbiamo veramente misurato i dati di un concetto che avevamo ben chiaro in mente: la bellezza ha una valenza oltre che estetica profondamente etica e veramente terapeutica e questo migliora la capacità dei ragazzi di rispondere ai problemi della vita e diminuisce la percentuale d’ ansia, diminuisce la depressione, quindi sono veramente risultati importanti”.
La cura può parlare più linguaggi, e l’arte può rappresentare uno spazio complementare di espressione, relazione e sviluppo personale. Nel concreto, lungo Art4Mind sono stati realizzati tre laboratori artistici, rivolti agli Under 30, incentrati su poesia, scrittura creativa e fotografia.
Il commento del “Poeta della Serra”, partner di Art4Mind: “È difficile spiegarlo a parole perché è una questione emotiva. Non è un lavoro come gli altri, è un lavoro che ha a che fare con i rapporti che si vengono a creare giorno per giorno quindi non è soltanto spiegare cosa sia la poesia ai ragazzi, ma è entrare tutti insieme in un mood condiviso e quindi entrare nell’essenza stessa di quella che è la poesia. La poesia nasce come qualcosa che si narrava intorno a un fuoco e che univa le persone.”
Per l’occasione è stata inoltre presentata per la prima volta in Italia il libro “L’arte che cura. Nuove evidenze scientifiche” di Daisy Fancourt, psicobiologa ed epidemiologa, che dimostra tramite evidenze scientifiche come la cultura incida profondamente sul benessere psicologico.
Nel complesso, si può dire come i primi dati scientifici su Art4Mind dimostrano come l’arte non sia soltanto una forma espressiva, ma una vera e propria risorsa terapeutica capace di restituire speranza e benessere psicologico ai più giovani.





