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Ucraina-Iran, il Mar Caspio anello di congiunzione tra due guerre

Roma, 27 lug. (askanews) – Il Mar Caspio, bacino marittimo che pone in contatto l’Asia minore con l’Eurasia, sta rischiando di divenire l’anello di congiunzione tra i due conflitti che stanno dominando l’agenda politica internazionale, ossia la guerra tra Stati Uniti, e Israele, contro l’Iran ed il conflitto, ormai pluriennale, tra Russia e Mosca. Un’escalation che ha visto la forte anche presa di posizione del Turkmenistan, che attraverso il proprio ministro degli Esteri Rasit Meredow, ha definito “inaccettabile” l’attacco alla nave iraniana nel Mar Caspio. “Il Turkmenistan, in quanto Stato rivierasco del Mar Caspio e Paese con neutralità permanente riconosciuta dalle Nazioni Unite, sottolinea che il Mar Caspio è un mare di pace, armonia e buon vicinato”, ha specificato Ashgabat.

L’iniziativa promossa da Kiev nei confronti di una nave mercantile iraniana nel Mar Caspio, che ha provocato la morte di un marinaio, ha rappresentato un’escalation nelle relazioni tra Ucraina e Iran. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha giustificato l’intervento nel Mar Caspio sostenendo che gli attacchi erano rivolti contro “navi utilizzate per il trasporto di merci militari che coinvolgono l’Iran”.

Dall’inizio della guerra contro Mosca, Kiev non ha mai negato il fatto di ritenere Teheran una parte in causa nel conflitto nell’est europeo. Condannando lo stato persiano per il sostengo militare offerto al suo alleato moscovita.

Dopo il raid avvenuto nel fine settimana, le reazioni di Teheran non si sono fatte attendere, con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi che ha sostenuto che quanto effettuato dall’esercito ucraino “non può rimanere impunito”, definendo l’attacco nel Mar Caspio una violazione della Carta delle Nazioni Unite. In un quadro internazionale strettamente collegato, il diplomatico iraniano ha accusato Zelensky di agire “per conto di Israele nel tentativo di trascinare l’Europa nella sua guerra”.

A tal proposito, questa mattina, un alto funzionario del parlamento iraniano ha avvertito che l’Ucraina potrebbe subire ritorsioni per l’attacco. In un post pubblicato su X, Ebrahim Azizi, presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del parlamento, ha dichiarato: “qualsiasi attacco all’Iran ha sempre un costo, e questo vale ancora oggi; gli Stati Uniti e Israele ne sono ben consapevoli”. “Anche l’Ucraina potrebbe presto capire che l’Iran non lascia impunite le proprie azioni”, ha aggiunto Azizi, definendo l’attacco ucraino “un errore di valutazione”.

Nel processo di militarizzazione dei mari che toccano la Russia meridionale, ieri il comandante in capo della Marina russa, l’ammiraglio Alexander Moiseyev, ha dichiarato che la Marina ha costituito il suo primo reggimento di sistemi senza pilota all’interno della Flotta del Nord il 1° luglio 2026 e prevede di crearne altri nella stessa flotta nel corso del 2026, oltre a introdurre una struttura analoga nella Flotta del Pacifico nel 2027. L’obiettivo è quello di proteggere le proprie unità navali dall’intensificarsi degli attacchi ucraini contro le risorse navali russe nel Mar Nero e nel Mar d’Azov, come evidenziato dal think tank Institute for the Study of War.

In questo nuovo contesto bellico marittimo,il presidente russo Vladimir Putin, ieri nella giornata della Marina russa, ha riaffermato il ruolo della flotta russa nell’odierno scacchiere geopolitico che va dall’Asia minore, fino all’Artico, rimarcando la volontà di tutelare gli interessi russi lungo la Rotta del Mare del Nord.

(di Lorenzo Della Corte).

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