Roma, 24 set. (askanews) – Donald Trump ha accolto Xi Jinping alla Casa Bianca con una cerimonia di Stato di grande solennità, nel primo ritorno del presidente cinese alla residenza presidenziale americana da oltre un decennio. Ma dietro il dispiegamento di bandiere, bande militari e uomini delle Forze armate, il messaggio politico della giornata è stato soprattutto quello della ricerca di una stabilizzazione della rivalità tra le due maggiori potenze mondiali: una competizione destinata a continuare, ma che entrambi i leader hanno detto di voler evitare si trasformi in uno scontro.
“La trappola di Tucidide può essere evitata”, ha affermato Xi nel suo intervento alla Casa Bianca, riprendendo il concetto utilizzato per descrivere il rischio di guerra quando una potenza emergente sfida quella dominante. Per il presidente cinese, Cina e Stati Uniti devono “mantenere la linea di fondo del non conflitto e del non confronto”. “Non dobbiamo evitare di parlare di competizione, ma la nostra competizione dovrebbe essere sana e dovrebbe essere mantenuta entro certi limiti”, ha detto. “Dovrebbe essere una corsa in cui si cerca di raggiungersi a vicenda, non una lotta in cui uno vince e l’altro perde”. Pechino e Washington, ha aggiunto, possono “certamente trovare la strada giusta perché due grandi Paesi possano convivere su questo pianeta che entrambi chiamiamo casa”.
Xi ha collegato direttamente questa impostazione alla necessità di ridurre i rischi sul piano della sicurezza. “I nostri due eserciti dovrebbero mantenere un dialogo regolare e migliorare i meccanismi di comunicazione e prevenzione delle crisi”, ha affermato. Il riferimento arriva mentre restano aperti dossier potenzialmente esplosivi, a partire da Taiwan, dalle restrizioni tecnologiche americane e dal confronto strategico nell’Indo-Pacifico. La relazione che Xi e Trump hanno concordato di costruire viene definita da Pechino “costruttiva e caratterizzata da stabilità strategica”, con cooperazione come elemento principale, competizione contenuta e divergenze mantenute sotto controllo.
“Sono pronto a lavorare con lei per guidare la grande nave delle relazioni Cina-Usa lungo una rotta stabile verso il futuro”, ha detto Xi rivolgendosi a Trump. Il presidente cinese ha spiegato di essere arrivato negli Stati Uniti su invito del presidente americano “per portare avanti la nostra amicizia, ampliare la cooperazione e promuovere il benessere dei nostri due popoli”. Cina e Stati uniti, ha aggiunto, “come due grandi Paesi, hanno la responsabilità storica di promuovere lo sviluppo e il progresso dell’umanità”.
Xi ha insistito sulla necessità di “rafforzare la comunicazione”. Le differenti condizioni nazionali e i diversi sistemi politici dei due Paesi, ha osservato, non impediscono che attraverso “un dialogo franco, approfondito e continuo” sia possibile aumentare la comprensione reciproca, “cercare un terreno comune mettendo da parte le differenze” e costruire fiducia. Ha auspicato un’intensificazione dei contatti nei settori diplomatico, economico, finanziario e della sicurezza, oltre che degli scambi tra le rispettive società e tra gli organi legislativi. Ha ricordato anche il rapporto costruito direttamente con Trump: “Il presidente Trump e io ci rispettiamo reciprocamente. Abbiamo costruito un buon rapporto personale e siamo rimasti in contatto”.
Proprio sul rapporto personale ha insistito Trump. Il presidente americano ha parlato della “davvero grande amicizia” costruita con Xi e fondata, ha detto, sul rispetto reciproco e sugli interessi dei due Paesi. Ha ricordato l’accoglienza ricevuta durante la visita a Pechino dello scorso maggio e indicato commercio, sicurezza e tecnologia tra i grandi capitoli del confronto. “Durante questa visita discuteremo anche questioni urgenti riguardanti sicurezza, tecnologia e superintelligenza”, ha detto Trump riferendosi all’Ia. “Le decisioni che prendiamo oggi in questi settori possono promuovere pace e prosperità per decenni e decenni a venire”.
Sull’Intelligenza artificiale Xi ha aperto un altro possibile terreno di cooperazione. “Cina e Stati Uniti sono entrambi grandi Paesi nel campo dell’Ia”, ha detto. “Abbiamo entrambi la capacità e la responsabilità di sviluppare e gestire bene l’Ia, assicurando che il suo sviluppo rimanga sempre sotto il controllo umano e sia al servizio del benessere delle persone”. Nei giorni precedenti il vertice Washington aveva proposto a Pechino anche un meccanismo di notifica reciproca per incidenti legati all’Ia che possano comportare rischi per la sicurezza nazionale.
Xi ha chiesto parallelamente maggiore apertura sul terreno economico. “La porta della Cina resta sempre aperta e accogliamo le imprese americane che vogliono investire e fare affari in Cina”, ha affermato. “Ci auguriamo che le imprese cinesi siano trattate equamente qui negli Stati Uniti”. Gli interessi delle due economie, ha sottolineato, sono ormai “profondamente intrecciati” e lasciano “ampio spazio” per una collaborazione più estesa. Trump ha a sua volta parlato degli sforzi per costruire “una relazione commerciale più equilibrata”, citando il maggiore accesso al mercato cinese per agricoltori e allevatori americani.
Il terreno era stato preparato dai negoziati tra il segretario al Tesoro Scott Bessent e il vicepremier cinese He Lifeng. Dopo una prima tornata di circa 12 ore a New York, le parti hanno discusso la riduzione dei dazi su categorie di prodotti “non sensibili”, tra cui beni di consumo, prodotti agricoli, energia e dispositivi medici, oltre all’avvio del dialogo sull’Ia e alla messa in funzione del nuovo Board of Trade. Bessent e He hanno poi proseguito il confronto a Washington. Il risultato immediato è stata la proroga fino al 10 gennaio della tregua commerciale che sarebbe scaduta il 10 novembre. Bessent ha lasciato aperta la possibilità sia di un’intesa più ampia sia di un semplice prolungamento dell’accordo esistente.
L’apertura della visita aveva già offerto un segnale del valore attribuito da Trump al rapporto con Xi. Ieri sera il presidente americano si è recato personalmente alla Joint Base Andrews, in Maryland, per accogliere Xi e la moglie Peng Liyuan insieme a Melania Trump, invece di attendere il leader cinese alla Casa bianca. Secondo C-Span, era dal 2015, quando Barack Obama ricevette Papa Francesco, che un presidente americano non accoglieva un leader straniero ad Andrews. Sul tappeto rosso lungo circa 30 metri erano schierate le guardie d’onore, mentre la cerimonia è stata accompagnata dagli inni, dalle salve di cannone e dal sorvolo di due bombardieri B-1.
Questa mattina il cerimoniale si è trasferito alla Casa Bianca. Trump e Melania hanno accolto Xi e Peng sul South Lawn, prima degli interventi dei due presidenti e di una dimostrazione militare. Melania Trump ha scelto un abito nero dal taglio essenziale, mentre Peng Liyuan si è presentata in blu scuro. Le due first lady hanno poi lasciato i presidenti ai colloqui per un programma separato che comprende una visita allo Smithsonian National Museum of Asian Art.
La giornata proseguirà questa sera con la cena di Stato nell’East Room della Casa bianca, alla quale sono attesi anche alcuni dei maggiori protagonisti dell’industria tecnologica americana. Il brindisi sarà accompagnato dallo Schramsberg “Blanc de Noir”, lo stesso spumante californiano legato allo storico brindisi tra Richard Nixon e Zhou Enlai a Pechino nel 1972. Domani Xi e Peng torneranno alla Casa Bianca per un tè privato con Trump e Melania nella Red Room, prima di una visita congiunta ai National Archives, ultimo appuntamento della visita di Stato.





