
OTTAWA – Trump contro tutti. Giovedì 10 luglio, con una lettera ufficiale indirizzata al Primo Ministro canadese Mark Carney e pubblicata su Truth Social, il Presidente americano Donald Trump ha minacciato l’imposizione di dazi al 35% su tutte le importazioni dal Canada, a partire dal 1º agosto. Secondo l’inquilino della Casa Bianca, si tratta di una “risposta necessaria” al presunto fallimento del Canada nel fermare il traffico di Fentanyl verso gli Stati Uniti e alla “iper-tassazione” – definita addirittura del 400% – dei prodotti lattiero-caseari americani, un danno che, a suo dire, “minaccia l’economia e la sicurezza nazionale” Usa. Tuttavia, i media canadesi giudicano queste motivazioni pretestuose. Il Toronto Star ricorda che meno dello 0,1% del Fentanyl sequestrato negli Stati Uniti tra il 2022 e il 2024 proveniva dal Canada. Inoltre, secondo The Globe and Mail, le tariffe canadesi sui prodotti caseari americani, pari al 200%, si applicano solo sulle quantità eccedenti le quote stabilite dall’accordo USMCA, e dunque non rappresentano una barriera generalizzata. In realtà, l’obiettivo principale di Trump sarebbe ridurre il deficit commerciale con il Canada, salito a 98,4 miliardi di dollari nel 2024, spingendo le aziende canadesi a produrre direttamente negli Stati Uniti per evitare le tariffe. Non è la prima volta che Trump interviene pesantemente sul commercio con Ottawa. Già a febbraio aveva annunciato il raddoppio dei dazi sull’alluminio importato, portandoli al 50% dal 12 marzo. Lo stesso giorno è entrata in vigore la tariffa complessiva del 50% sull’acciaio canadese. Ad aprile, poi, gli Stati Uniti hanno imposto una tariffa del 25% su tutte le automobili canadesi, nuove o usate, mentre a partire dal 1º agosto entrerà in vigore anche un dazio del 50% su tutte le importazioni di rame provenienti dal Canada.

Secondo Bloomberg, nonostante la nuova minaccia del 35%, numerose importazioni canadesi continueranno comunque a beneficiare di esenzioni doganali, in particolare energia, fertilizzanti e circa il 60% dei beni coperti dall’USMCA, il trattato che dal 2020 ha sostituito il NAFTA. Il Primo Ministro Mark Carney ha replicato sui social: “Abbiamo difeso fermamente i nostri lavoratori e le nostre imprese e continueremo a farlo in vista della nuova scadenza”. Carney incontrerà i premier provinciali e territoriali il 22 luglio a Huntsville per preparare la posizione canadese. Nel frattempo, Trump continua la sua strategia tariffaria globale: tra gli altri, ha già minacciato dazi del 50% al Brasile, del 30% a Messico e Unione Europea, e del 25% a Giappone e Corea del Sud. (V.G.)





