Storia degli artisti italiani a Montréal


Equilibrium/ Équilibre 1959.
Acrilico su tela 107 x 92 cm, 43 x 36 in.
All’inizio della mia carriera nel campo delle arti, leggevo in media due libri d’arte ogni settimana. Amavo, e amo tutt’ora, leggere le biografie degli artisti, conoscere i loro metodi di pittura, i loro pensieri, i loro insegnanti e le loro influenze artistiche. Ho appreso, per esempio, che l’acquerello è il “medium” più difficile da utilizzare. Un artista che usa olio, acrilico, tempera o gouache può correggere parte del suo lavoro in qualsiasi momento, anche ore dopo averli applicati. L’acquerello non ha questa elasticità: una volta che il pennello ha toccato la carta, non può più essere ritoccato.

Murale, sphérique, Métro Sherbrooke.
Per questi motivi considero gli acquerellisti dei maestri e Luigi Tiengo è senza dubbio un grande maestro dell’acquerello.
Tiengo è nato nel 1926 ad Adria, una città vicino a Venezia. Ha studiato Design industriale e ha ricevuto lezioni da uno dei migliori acquerellisti della sua regione, Antonio Tumiati. Dopo una carriera di successo nel design di mobili, coronata da numerosi premi provinciali e nazionali per l’eccellenza del suo lavoro, nel 1956 emigrò in Canada, dove continuò la sua attività di designer con lo studio Bronzoni e successivamente con Cortini. Dopo aver lavorato per molti anni come designer, nel 1971 Luigi Tiengo decise di tornare alla sua prima passione: gli acquerelli e gli acrilici. Gli acquerelli di Luigi Tiengo riflettono la gioia e l’eccitazione che prova quando lavora. Luigi dipinge sempre: in barca, in auto e nel suo studio, adattando la sua tecnica ai soggetti e ai diversi luoghi. I soggetti preferiti di Tiengo sono le scene di Montréal, Venezia e i paesaggi delle Eastern Townships. È fermamente convinto che l’arte non debba avere limiti, che l’artista non debba dipingere sempre lo stesso soggetto o gli stessi luoghi. Per questo motivo ha lavorato spesso in altre parti del Canada, negli Stati Uniti e in Italia, dove si è ispirato alle maestose Alpi. Membro fondatore della Société d’aquarelle canadienne, ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Canada, Francia, Inghilterra, Germania e nella sua città natale, Adria. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private. Dotato anche di grande senso dell’umorismo, amava dire: “Non ho mai lavorato un giorno in vita mia”, come se realizzare migliaia di acquerelli e dipinti non fosse un lavoro. Luigi Tiengo è deceduto il 4 ottobre 2008 all’età di 82 anni nella sua città natale, Adria, in Italia.
Il 1933 ci ha regalato uno dei più importanti artisti italo-canadesi: in quell’anno nacque a Montréal Guido Molinari, noto per i suoi dipinti astratti. Molinari iniziò a dipingere all’età di 13 anni e il suo approccio esistenzialista all’arte si formò durante un periodo di tubercolosi all’età di 16 anni, durante il quale lesse Nietzsche, Sartre, Piaget e Camus. Studiò all’École des Beaux-Arts di Montréal e al Montreal Museum of Fine Arts.
A New York approfondì l’astrazione, ispirandosi a Barnett Newman e Jackson Pollock, per poi tornare a Montréal dove realizzò alcune delle opere più importanti della sua carriera. Nel 1967 vinse una borsa di studio Guggenheim; nel 1971 fu nominato Ufficiale dell’Ordine del Canada e nel 1980 ricevette il Prix Paul-Émile-Borduas.

La sua arte è caratterizzata dall’uso dei colori, delle forme e delle linee modulari e contrastanti. Ha esposto in istituzioni prestigiose di tutto il mondo come la National Gallery of Canada, il Musée d’art contemporain de Montréal, il Guggenheim Museum e il MoMA di New York. All’inizio della carriera fu influenzato da alcune idee del movimento dall’Automatismo. Il gesto spontaneo ha avuto un ruolo importante nella sua prima arte a macchie o tachisme (dal francese tachisme) all’inizio degli anni Cinquanta. Successivamente realizzò una serie di dipinti in bianco e nero considerati radicali per l’epoca, che aprirono la strada ai lavori successivi. Si avvicinò alle idee di Les Plasticiens incorporando elementi strutturali nelle sue tele. Tra il 1963 e il 1969 produsse dipinti seriali a strisce di colore; dal 1975 si dedicò a grandi monocromi e installazioni murali intitolate Quantificateurs, continuando a sperimentare in questo stile. Guido Molinari è scomparso nel 2004.
Un contemporaneo di Molinari è Mario Merola (da non confondere con il cantante napoletano) Nato a Montréal nel 1931, all’età di quindici anni fu ammesso all’École des Beaux-Arts di Montréal, dove studiò sotto la guida dei celebri artisti canadesi Stanley Cosgrove, Maurice Raymond e Jean Simard. Dopo aver completato cinque anni di formazione, vinse il primo premio in un concorso per un murale sulla storia di Montréal. Nel 1952, il governo francese gli assegnò una borsa di studio che gli permise di studiare scenografia all’École Supérieure des Arts Décoratifs di Parigi. Dal 1954 al 1957 disegnò i costumi per l’allora nascente industria televisiva della Société Radio-Canada, l’ala francofona della Canadian Broadcasting Corporation. Mario Merola vinse il primo premio di un concorso nazionale per dipingere il murale del Padiglione dell’Esposizione Universale di Bruxelles del 1957. È l’autore, inoltre, di due opere per la metropolitana di Montreal: stazioni Charlevoix e Sherbrooke. Nel 2011, a 83 anni, Merola è stato selezionato per rappresentare Montréal, come artista di origini italiane, alla 54ª Biennale di Venezia.





