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Terza ondata di caldo africano: nessuna tregua fino al 20 luglio

Milano, 9 lug. (askanews) – La terza ondata di caldo africano è iniziata e non dovrebbe concedere tregua almeno fino al 20 luglio. L’Italia entra in una nuova fase di temperature elevate, afa e instabilità localizzata, con un primo picco atteso nei primi giorni della prossima settimana e valori che in Sardegna potranno raggiungere i 43-45 gradi.

Il quadro tracciato da Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media di iLMeteo, conferma un’anomalia ormai evidente anche nei giorni considerati meno roventi. Le temperature di 34-35 gradi, che fino a pochi decenni fa sarebbero state percepite come valori estremi, stanno diventando sempre più frequenti nelle estati italiane. A Milano, per esempio, i picchi massimi di luglio sono passati dai 33 gradi del secolo scorso ai 37 gradi degli ultimi anni.

La nuova ondata si inserisce in un contesto climatico più ampio. Dal 2014 la velocità del riscaldamento globale ha registrato un’accelerazione e l’Europa si sta scaldando al doppio della media del Pianeta. La posizione del continente, vicino al Sahara, lo espone alle masse d’aria subtropicale, mentre la fusione dei ghiacciai alpini, groenlandesi e artici contribuisce ad alterare gli equilibri della circolazione atmosferica.

I primi giorni della nuova fase non saranno però solo segnati dal caldo. Il cuore dell’aria più rovente resterà sulla Francia, dove sono attesi valori diffusi intorno ai 40 gradi, mentre sull’Italia una piccola falla nell’anticiclone africano favorirà temporali anche intensi. Le infiltrazioni di aria più fresca in quota, in arrivo dalla Spagna, entreranno in contrasto con la massa calda subtropicale.

Fino a venerdì i temporali interesseranno soprattutto l’Appennino centro-meridionale. Tra venerdì sera e sabato l’instabilità si sposterà verso buona parte del Nord e della Pianura Padana, con rovesci localmente forti. Giovedì 9 luglio il tempo resterà in prevalenza soleggiato e molto caldo al Nord, al Centro e al Sud, con qualche acquazzone sui rilievi.

Venerdì 10 luglio sono attesi temporali sulle Alpi e fenomeni occasionali in pianura al Nord, mentre al Centro e al Sud prevarranno sole e caldo, con possibili rovesci sui monti. Sabato 11 luglio i temporali saranno più diffusi al Nord, in movimento da ovest verso est; nelle regioni centrali e meridionali continuerà il caldo, con instabilità più probabile nelle aree interne e montuose.

Dopo il passaggio instabile del weekend, la fiammata africana diventerà più intensa. Tra domenica e lunedì è atteso un primo picco del caldo, con la Sardegna come area più esposta. Nelle zone interne dell’isola, soprattutto nel sud-ovest, i modelli indicano condizioni biometeorologiche molto pesanti, con afa opprimente e pericolosa nelle ore più calde e umide della giornata.

Il messaggio per le aree più colpite è prudenziale: evitare l’esposizione nelle ore centrali, ridurre le attività fisiche all’aperto, proteggere anziani, bambini, persone fragili e chi lavora sotto il sole. Le condizioni previste in Sardegna non riguardano solo le temperature massime, ma anche l’effetto combinato di caldo e umidità sul corpo umano.

Da mercoledì 15 luglio la situazione dovrebbe migliorare solo in modo marginale. Un nuovo picco è atteso venerdì 17 luglio e, a differenza delle prime due ondate dell’estate, questa volta anche il Sud Italia entrerà più direttamente nella fase di caldo intenso.

Un possibile cambiamento viene indicato solo dopo il 20 luglio, con l’eventuale arrivo di correnti più fresche dalla Svezia. La previsione resta però a lunga scadenza e quindi incerta: l’aria fresca potrebbe scorrere troppo a nord o troppo a est, lasciando l’Italia ancora sotto l’influenza dell’anticiclone africano.

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