(Prima parte)
MONTRÉAL – Nel 1933 Hanani M. Caiserman, padre dell’artista canadese Ghitta Caiserman, scriveva: “Per un paese con una popolazione così scarsa come il Canada, si può giustamente affermare che ha tutto il diritto di inclinare la testa in segno di orgoglio per il numero di esponenti di spicco dell’arte moderna che possiede. Il Dominion ha prodotto pittori molto promettenti, tra i quali i più importanti appartengono alla Comunità ebraica”. Concordo pienamente con Caiserman, e senza esitazione aggiungerei a questa lista anche la Comunità artistica italiana.
Negli anni Trenta, molti credevano che a Montréal l’arte praticamente non esistesse, se non per rare eccezioni. Il 1933, tra l’altro, segnò lo scioglimento del celebre Gruppo dei Sette e l’inizio del periodo contemporaneo canadese. Montréal non poteva certo essere considerata una capitale dell’arte – e non lo è nemmeno oggi – ma quegli anni videro comunque l’organizzazione di importanti mostre nazionali e internazionali.

Nel 1936 fu inaugurata la Casa d’Italia, su un terreno donato dalla Città di Montréal. In quegli stessi anni, un giovane artista di origini italiane stava già lasciando il segno nel Québec con opere destinate principalmente alle chiese: Guido Nincheri, maestro di vetrate e affreschi, dedicò gran parte della sua vita alla creazione di arte religiosa. Le sue opere adornano oltre 220 chiese e numerosi luoghi civili in Canada e negli Stati Uniti.
A Ottawa, per esempio, si trovano quattro delle sue chiese splendidamente decorate: la Basilica Cattedrale di Notre-Dame, la Chiesa di Santa Teresa, la Basilica di San Patrizio e la Chiesa di Sant’Antonio. La Chiesa di Saint Amélie, una delle tante realizzate in Québec, vanta 1.500 metri quadrati di affreschi, forse tra le più vaste superfici mai dipinte da un singolo artista.
Nato in Toscana nel 1885, Nincheri studiò pittura, disegno e architettura per dodici anni all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Nel 1914 emigrò in Canada insieme alla moglie, aprendo uno studio d’arte a Montréal. I suoi primi lavori furono realizzati in fresco, tecnica che lo rese determinante per l’introduzione del “buon fresco” in Nord America. Questo metodo, utilizzato da Michelangelo nel XVI secolo, prevede la stesura di colori ad acqua su intonaco fresco di calce, rendendo l’opera parte integrante della parete e destinata a durare nel tempo. Nincheri seguì inoltre la tradizione rinascimentale di inserire nei suoi affreschi ritratti dei membri della Comunità.
A Montréal, Nincheri apprese anche l’arte del vetro colorato, probabilmente da Henri Perdriau, e nel tempo divenne uno dei principali maestri canadesi di vetrate artistiche, realizzandone più di 2.000 tra Canada e Stati Uniti, comprese quelle visibili alla Casa d’Italia. Utilizzava tecniche tradizionali risalenti al periodo gotico e prediligeva il “verre plaqué”, un vetro trasparente ricoperto da uno strato sottile di vetro colorato, capace di accentuare la drammaticità delle sue composizioni.
L’eredità di Nincheri va oltre le vetrate e gli affreschi: progettò decorazioni ecclesiastiche, lavori in metallo, intaglio del legno, scultura, pittura a olio, scenografie, musei e persino progetti architettonici. Un autentico uomo del Rinascimento del XX secolo.
Nel corso della sua carriera, Nincheri ricevette numerosi riconoscimenti: nel 1933 Papa Pio XI lo nominò Cavaliere Comandante dell’Ordine di San Silvestro; nel 1972 fu nominato Cavaliere della Repubblica Italiana; nel 1992 gli fu conferito postumo il titolo di Costruttore della Città di Montréal. Nel 1997, il Dipartimento del Patrimonio canadese dichiarò la Chiesa di Saint Léon di Westmount sito storico nazionale. Nincheri si spense nel 1973, lasciando un’impronta indelebile nell’arte religiosa e pubblica nordamericana.
Un altro artista italo-canadese di grande rilievo è lo scultore Guido Casini (1892-1956). Solo pochi anni prima del suo internamento a Petawawa, Casini ricevette dalle autorità cittadine di Montréal l’incarico di realizzare una statua di Giovanni Caboto, inaugurata nel 1935 all’angolo tra le vie Atwater e St. Catherine, dove si trova ancora oggi. Casini fu anche tra gli artisti che collaborarono con Guido Nincheri nella decorazione della chiesa della Madonna della Difesa.
Tra il 1936 e il 1940 progettò ed eseguì medaglioni in bronzo simulato (gesso), decorati con foglia d’oro, raffiguranti le stazioni della Via Crucis e della Via Matris, destinati a ornare i tre prospetti d’ingresso, come originariamente previsto da
Nincheri. (Continua)





