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Sos medici e infermieri Inail, assunti durante Covid ora rischiano di stare a casa

(Adnkronos) – Giovani medici e infermieri assunti dall’Inail durante l’emergenza Covid rischiano dopo il 31 ottobre di rimanere definitivamente a casa. Parliamo di specialisti in Medicina legale, Medicina del lavoro, Medicina fisica e riabilitativa, Malattie infettive, Psichiatria, Chirurgia generale, Ortopedia e traumatologia, Medicina interna – oltre agli infermieri – che in questi anni hanno aiutato l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro “nella cura, riabilitazione e reinserimento nella vita sociale e lavorativa nei confronti di coloro che hanno subito danni fisici a seguito di infortunio o malattia professionale”, come ricorda l’Inail sul proprio sito. Oggi questo gruppo di medici e infermieri assunti all’epoca della pandemia con procedura straordinaria si è ridotto a meno 100 unità totali dalle 300 iniziali: molti hanno fatto altre scelte in virtù di poche certezze sulla stabilizzazione. Infatti il rapporto di lavoro con l’Inail si interromperà alla data 31 ottobre, in assenza dello specifico intervento normativo.  

Nel 2020 l’Inail ha instaurato rapporti di collaborazione coordinata e continuativa con 100 medici e 200 infermieri, con avvio del rapporto il 2 giugno 2020 e termine finale fissato al 31 dicembre 2020. C’è stata poi una proroga che successivamente si trasformata – previa verifica di idoneità, a decorrere dal primo novembre 2022 e per una durata di 36 mesi – in rapporto di lavoro a tempo determinato. Pertanto, il contratto di lavoro che l’istituto sta intrattenendo con il personale in parola – il cui contingente risulta ad oggi ormai ridotto a 29 medici e 66 infermieri distribuiti nelle sedi territoriali, nelle strutture centrali e regionali – si interromperà il prossimo 31 ottobre 2025, in assenza di uno specifico intervento normativo che i professionisti stanno da tempo chiedendo.  

“Considerata l’importanza che riveste per l’Inail continuare ad avvalersi di tali preziose professionalità, attesa l’elevata specifica esperienza maturata all’interno dell’Istituto e le carenze d’organico che si registrano, siamo certi di poter confidare nel supporto del Governo per la loro stabilizzazione”. Così all’Adnkronos Salute Fabrizio D’Ascenzo, presidente dell’Inail, anche a nome del Cda. “Le competenze di questi medici e infermieri saranno utilizzate al meglio nell’ottica di rafforzare le attività di prevenzione e cura che l’Istituto promuove – ha aggiunto – garantire continuità agli interventi di tutela e presa in carico degli assistiti, consolidando così il ruolo dell’Inail in ambito sanitario. Non possiamo assolutamente perdere queste risorse”,  

La situazione per i medici e gli infermieri che vivono con questa spada di Damocle sulla testa non è facile. Pur giovani molti hanno famiglia, o vorrebbero averla, e auspicano al più presto un segnale dalle istituzioni e dal Governo che risolva la situazione. Si è mossa anche la politica. A luglio Ilenia Malavasi, deputata del Pd e componente della Commissione Affari sociali, ha presentato un’interrogazione alla ministra del Lavoro Calderone per chiedere “chiarimenti urgenti e per sapere se il Governo intendesse attivarsi per la loro stabilizzazione, come già avvenuto per altri enti. Ma a oggi – ha ricordato la deputata in una nota – non c’è stata nessuna risposta. Non è accettabile che si scelga di ignorare una situazione che rischia di compromettere seriamente l’erogazione dei servizi Inail e mettere a rischio il posto di lavoro di molti professionisti. Chiediamo al Governo di intervenire immediatamente: non si può continuare a far finta di nulla – ha rimarcato – mentre chi garantisce la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro viene lasciato nella più totale incertezza”. 

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