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“Sognate in grande e siate ambiziosi”

a cura del Senatore Tony Loffreda

 

 

Quando si parla di ambizione e grandi aspirazioni, la Banca Mondiale (World Bank Group – WBG) e il Fondo Monetario Internazionale (International Monetary Fund – IMF) sanno decisamente il fatto loro.

 

Nobili e audaci, collaborativi nell’approccio e globali negli sforzi, entrambe le organizzazioni condividono l’obiettivo di eliminare la povertà estrema nel mondo. La WBG, grazie a cinque istituzioni che operano collettivamente sotto la sua egida, è impegnata a promuovere la prosperità condivisa a livello globale attraverso una crescita economica inclusiva e sostenibile; mentre l’obiettivo principale dell’IMF è favorire la cooperazione monetaria globale e garantire la stabilità finanziaria. Per certi versi, la WBG e l’IMF lavorano in tandem per raggiungere questi obiettivi. Il Canada, in quanto fiero membro fondatore di entrambi gli Organismi, continua a svolgere un ruolo chiave nel perseguimento di tali fini.

 

Anche quest’anno, in qualità di Presidente del capitolo canadese del Parliamentary Network sulla WBG e l’IMF, il mese scorso ho avuto l’onore di recarmi a Washington per il nostro Forum parlamentare globale biennale, che si svolge sempre a margine degli incontri primaverili annuali della WBG e dell’IMF.

 

Oltre a partecipare a varie sessioni, incontrare delegati da tutto il mondo e collaborare con i nostri diplomatici canadesi, ho avuto l’onore di intervenire come relatore esterno in un panel di esperti dedicato al tema della mobilitazione del capitale privato per la crescita e l’occupazione.

 

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Insieme a colleghi parlamentari provenienti dall’Italia e dal Marocco e ad esperti della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, abbiamo discusso su come rafforzare la fiducia nell’ecosistema del capitale privato e nella Comunità degli investitori. Abbiamo convenuto che la fiducia nasce da politiche solide, istituzioni forti e relazioni basate sulla fiducia reciproca. I legislatori svolgono un ruolo cruciale nel creare un ecosistema fertile in grado di attrarre investimenti, generare posti di lavoro e promuovere una crescita inclusiva.

 

Sebbene gli investitori siano spesso etichettati come eccessivamente prudenti, ritengo che i Paesi – in particolare quelli in via di sviluppo e a basso reddito – debbano legiferare ed emanare regolamenti in modo da risultare pronti per gli investimenti e destinazioni attraenti per i capitali, sia esteri che nazionali. Concentrarsi sui risultati e garantire che il percorso verso questi risultati sia libero da ostacoli e barriere normative rappresenta una combinazione vincente per il successo.

 

Ho sostenuto che il capitale privato, quando mosso in maniera responsabile, rappresenta uno dei più potenti motori dello sviluppo economico, del progresso sociale e della creazione di posti di lavoro. A mio avviso, e sulla base dell’esperienza di successo del Canada, i Paesi devono inviare un segnale chiaro agli investitori che sono pronti a fare affari, attuando tre misure chiave: ridurre la burocrazia e semplificare le procedure normative; garantire la chiarezza giuridica e la coerenza delle politiche; mantenere la prevedibilità fiscale e la trasparenza tributaria. Inoltre, ho sottolineato quanto sia importante per gli investitori adottare un approccio di ampio respiro, ricordando che il capitale privato non riguarda solo il profitto, ma anche gli scopi e il progresso. Gli investimenti devono generare posti di lavoro ben retribuiti e in grado di sostenere le famiglie, supportare l’imprenditoria locale e promuovere una crescita inclusiva, soprattutto per giovani, donne e comunità svantaggiate. Questi valori sono pienamente condivisi dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale. In effetti, la nostra discussione ha avuto un rilievo ancora maggiore, se si considera che il tema degli Incontri Annuali di Primavera è stato proprio “Lavoro – La via per la prosperità.”

 

Le nostre riunioni di aprile sono state le prime a svolgersi dopo l’insediamento del Presidente Trump che, come sappiamo, ha cambiato radicalmente l’ordine economico mondiale e non ha usato mezzi termini nei confronti di organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite, la Banca Mondiale e il FMI. Gli Stati Uniti sono il maggior finanziatore di entrambe le organizzazioni, cosa che rende il loro sostegno, sia sul piano politico che finanziario, ancor più cruciale. Fortunatamente, e per sollievo di molti, il Segretario al Tesoro americano ha ribadito l’impegno dell’amministrazione USA verso entrambe le organizzazioni. Nonostante permanga un clima di incertezza, non possiamo permetterci di perdere di vista il nostro ambizioso obiettivo globale di ridurre la povertà, sviluppare economie locali e regionali sostenibili, e creare ricchezza e prosperità per i Paesi a basso reddito. A mio avviso, il Canada dovrebbe essere altrettanto ambizioso e coraggioso nel suo impegno a sostenere e influenzare la Banca Mondiale e il FMI. In quanto Paese ospitante del vertice del G7 il mese prossimo, il Canada si trova in una posizione unica per aumentare il proprio peso nel promuovere la cooperazione monetaria globale e facilitare il commercio internazionale a beneficio di tutti i cittadini del mondo.

 

Il Canada può essere quella voce calma, ragionevole e sensata al tavolo delle trattative per rafforzare la cooperazione internazionale e aiutare entrambe le organizzazioni a raggiungere il loro obiettivo più nobile: la riduzione della povertà nel mondo. Anche noi siamo grandi sognatori, con idee audaci, capaci di avere un impatto globale positivo.

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