Il giornale italiano 1° in Québec e in Canada

ULTIM'ORA ADNKRONOS

Se apri il tuo cuore, puoi aprire la tua mente

a cura del Senatore Tony Loffreda

 

Abbracciamo l’armonia, la speranza e il dialogo attraverso le Giornate della Pace 2025

 

All’inizio di questo mese, ho avuto l’onore di co-condurre un’intervista a 360 gradi con il leggendario Andrea Bocelli. Maestro di straordinaria grazia, gentilezza e profondità, Bocelli ha condiviso con i nostri giovani un messaggio potente che mi ha fortemente colpito: la musica porta con sé una grande responsabilità. Deve trasmettere ottimismo, speranza e messaggi positivi che nutrono il cuore ed elevano lo spirito.

 

Nel mondo di oggi, questo monito sembra più urgente che mai. Che sia attraverso il potere della musica o quello del dialogo, abbiamo bisogno di più speranza e più bellezza. Il messaggio di Bocelli non poteva arrivare in un momento storico migliore.

 

Eppure, conflitti, guerre e divisioni sembrano essere ovunque. Non ricordo, nella mia vita, un periodo in cui il mondo sia apparso così lacerato. Le proteste esplodono nelle città di tutto il mondo, compresa la mia Montréal, dove le manifestazioni – alcune tutt’altro che pacifiche – si protraggono da mesi, se non da anni. In questo contesto, iniziative come la Rete per la Pace e l’Armonia Sociale di Montréal assumono un ruolo di importanza vitale.

 

Da oltre 15 anni, il Peace Network promuove dialogo, comprensione reciproca e coesione sociale, riunendo voci e Comunità diverse in un impegno comune per la pace. Dal 21 settembre al 2 ottobre, il Network ospita l’undicesima edizione dei Peace Days, quest’anno dedicata al tema ‘Costruire un futuro migliore: unirsi per la pace’ (Building a Better Future: Uniting for Peace).

 

Pubblicità

 

Il programma, della durata di 12 giorni, prevede oltre 90 iniziative – dai workshop alle mostre, dagli spettacoli artistici alle sessioni formative – organizzate in collaborazione con 110 realtà partner. Un esempio concreto e stimolante di quanto collaborazione e connessione possano realizzare.

 

In qualità di sostenitore della prima ora del Network, la scorsa settimana ho avuto l’onore di partecipare al lancio dei Peace Days al Comune e di assistere a diversi altri eventi in diverse zone della città. Il mio messaggio era semplice: quando apriamo i nostri cuori, apriamo anche le nostre menti. Troppo spesso, circondati dall’odio e dalla discordia, perdiamo di vista la nostra umanità condivisa e con essa la capacità di ascoltare veramente e di restare mentalmente aperti. E intendo ascoltare davvero. Ascoltare, abbracciare e considerare punti di vista diversi dai nostri.

 

La libertà di espressione è un pilastro della nostra Democrazia, un diritto sancito dalla nostra Carta, ma che oggi appare sempre più minacciato. Abbiamo il diritto di dissentire, ma non abbiamo il diritto di zittire chi la pensa diversamente. Accogliere e rispettare opinioni contrarie alle nostre non è una debolezza, ma una dimostrazione di forza di una democrazia sana. È un valore che custodisco con orgoglio come cittadino canadese, ma ancor più come personalità politica.

 

Questo principio è, infatti, alla base del funzionamento del Parlamento canadese. Il nostro sistema parlamentare garantisce che tutte le voci possano essere ascoltate. Pur tra dibattiti accesi e disaccordi tra politici, il sistema – con tutti i suoi limiti – assicura che nessuna parte possa ridurre al silenzio l’opposizione. Disaccordo e dialogo non sono ostacoli, ma pilastri fondamentali di una democrazia responsabile e trasparente. Ciò che vale per la Camera dei Comuni e il Senato del Canada dovrebbe valere anche nelle nostre comunità e nella nostra vita quotidiana.

 

Quest’anno, non poteva esserci coincidenza più significativa: i Peace Days si aprono il 21 settembre, Giornata internazionale della Pace proclamata dall’ONU, e si concludono il 2 ottobre, Giornata internazionale della Non-Violenza. Come ricorda la Rete per la Pace (Peace Network), ciascuno di noi ha il potere di agire – individualmente o collettivamente – per individuare soluzioni e compiere scelte concrete oggi, in vista del mondo che desideriamo per domani e per le generazioni future.

 

Questo impegno globale deve riflettersi anche nel nostro coinvolgimento con le Nazioni Unite, la cui missione fondamentale è promuovere pace, cooperazione, diritti umani e sicurezza internazionale. Sono quindi particolarmente felice che il Canada sarà ora rappresentato a New York dall’Onorevole David Lametti: un leader riflessivo e guidato da solidi principi, un canadese orgoglioso delle proprie radici e un amico a cui auguro il meglio per questo prestigioso incarico.

 

Non sono ingenuo: una sola canzone non può cambiare il mondo. Ma sono convinto che i piccoli gesti – una melodia, una conversazione, uno scambio di idee, un momento di compassione – possano accendere la scintilla capace di aprire la strada a cambiamenti più grandi. Sono spesso i gesti semplici a preparare il terreno per svolte decisive e progressi significativi.

 

In occasione dei Peace Days 2025, invito ciascuno di noi a fermarsi un istante, riflettere e compiere un piccolo passo: aprire il cuore, le braccia e la mente. Potremmo sorprenderci di ciò che possiamo realizzare – insieme – quando impariamo davvero ad ascoltarci gli uni gli altri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

NOTIZIE RECENTI

Adnkronos

Pubblicità

Askanews